• Dom. Mar 3rd, 2024

L’intelligenza artificiale e i nuovi processi educativi

intelligenza artificiale nelle scuole

L’Intelligenza Artificiale ha cambiato il nostro modo di relazionarci con l’universo reale e virtuale. Le nuove tecnologie stanno assumendo un ruolo nel processo educativo e l’Intelligenza Artificiale ha iniziato a trovare spazio nelle scuole.

La pandemia ha accelerato le sfide a cui deve saper rispondere il mondo dell’istruzione. Le scuole e le università, grazie alla DAD e alla DDI, sono riuscite a gestire l’emergenza pandemica.

Certamente, i progressi dell’Intelligenza Artificiale possono favorire l’apprendimento e possono donare nuove opportunità agli studenti. Occorre capire come approcciare l’Intelligenza Artificiale e come trarne vantaggi.

I docenti e gli alunni devono essere preparati e pronti a raggiungere nuovi e ambiziosi traguardi. Le innovazioni si comprendono solo dopo aver capito le loro potenzialità e la loro efficacia.

Ivan Ferrero ha scritto un articolo, pubblicato sul portale Agendadigitale.eu, in cui evidenzia le caratteristiche dell’Intelligenza Artificiale. In particolare, lo psicologo delle nuove tecnologie sottolinea quanto sia preziosa l’Intelligenza Artificiale che riesce a svolgere numerose mansioni come il riconoscimento facciale e l’elaborazione del linguaggio naturale.

L’Ai nelle scuole

Negli istituti scolastici sono nate le prime applicazioni e stanno prendendo forma diversi progetti.

Il portale Tecnicadellascuola.it ha richiamato un articolo de Il Messaggero in cui vengono spiegate le iniziative di alcuni istituti romani. A quanto pare ci sono dei robot che assistono il personale della scuola.

Ad esempio: “In un istituto tecnico è stato già progettato un robot per la raccolta della plastica: si tratta di un carrello che, su indicazione di una telecamera, cerca e raccoglie i rifiuti in plastica per differenziare i rifiuti e gettarli correttamente per avviarli al riciclo”.

Il progetto è stato spiegato da una professoressa di informatica la quale ha raccontato quali potrebbero essere le future applicazioni: “Stiamo pensando all’utilizzo del riconoscimento facciale: in una scuola, ma anche in un ufficio pubblico, si può controllare il flusso delle persone che entrano. Per una questione di sicurezza ma non solo: in una scuola si può ridurre il tempo destinato all’appello. Mettere un dispositivo simile all’interno di una classe permette di fare l’appello in automatico: il riconoscimento facciale sa chi è presente tra i banchi e chi, invece, ancora non è arrivato. Ci sono infinite possibilità, basta saperle usare correttamente”.

In alcune scuole all’estero, nel Regno Unito, ci sono robot che assistono docenti e dirigenti.

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In Cina, come scrivono Chiara Panciroli e Cesare Rivoltella nel volume Pedagogia algoritmica – Per una riflessione educativa sull’Intelligenza Artificiale, in una classe di bambini di 7 anni, l’insegnante è affiancato da un robot umanoide che risponde alle loro domande funzionando un po’ da enciclopedia in linea, disponibile per qualsiasi evenienza.

I bambini indossano dei badge che li rendono tracciabili. La classe è dotata di videocamere e sensori. La massa dei dati raccolti è processata da un sistema esperto che, grazie all’Intelligenza Artificiale, studia i pattern comportamentali e relazionali dei diversi studenti, le loro posture, il livello dei loro apprendimenti. L’utilità è la profilatura dei bambini e la conseguente possibilità di pensare per loro programmi individualizzati.

E aggiungono: “In una smart classroom i cobots (i robot utilizzati in co-docenza con l’insegnante di classe) affiancano l’insegnante e interagiscono con gli studenti. Le smart classroom sono una delle possibili applicazioni educativi dell’Intelligenza Artificiale, ma non l’unica. Grazie alla potenza di calcolo degli algoritmi si può: gestire la restituzione del feedback agli studenti in tempo reale rendendo sostenibile la scelta della valutazione diffusa; garantire un tutoraggio personalizzato; sviluppare la creatività inibendo le risposte standard dello studente e stimolandolo a cercarne di innovative”.

La creazione di contenuti smart ha trasformato le modalità di archiviazione dati. Questo facilità l’accesso ai libri e consente di digitalizzare i materiali. Infatti, la realizzazione di contenuti intelligenti costituisce una soluzione per quanti desiderano dare agli alunni materiale di studio personalizzato, per favorire il loro apprendimento.

È possibile anche preparare dei test per verificare le conoscenze acquisite dagli alunni e cercare di colmare le loro lacune. Un sistema di valutazione e tutoraggio molto utile.

I ragazzi possono studiare e imparare, grazie a speciali contenuti che permettono loro di raggiungere grandi risultati.

L’E-scheduling unita all’analisi predittiva “ha il potenziale di migliorare drasticamente l’istruzione. Applicando le analisi predittive, l’IA nell’istruzione può analizzare le abitudini in classe di un insegnante e dei propri studenti in tempo reale, fornendo automaticamente programmi di studio appropriati da implementare con poco sforzo” chiarisce Ivan Ferrero.

L’Intelligenza Artificiale non sostituisce il docente, ma lo accompagna e agevola il suo lavoro. Favorire la presenza dell’Intelligenza Artificiale a scuola significa rimodulare i processi educativi, il ruolo del docente e dello studente.

L’intelligenza artificiale come supporto educativo

È necessario analizzare i problemi: la dispersione scolastica o il sovraffollamento delle classi. La scuola inclusiva che cerca di supportare tutti gli alunni, sulla base delle loro capacità, può contare sulle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Le scuole sono il cuore della società e, seppur lentamente, si stanno adattando alle numerose innovazioni tecnologiche. 

L’istruzione è fondamentale e deve seguire le nuove prospettive del futuro. Questo cambiamento ci aiuterà a raggiungere obiettivi formativi di grande importanza.

Servono nuovi ambienti che favoriscano l’interazione sociale e lo sviluppo creativo degli studenti. Bisogna cancellare i divari e dobbiamo puntare al recupero di alcuni valori fondamentali che sembrano ormai perduti come il rispetto per le fragilità altrui.

Gli adulti devono garantire ai giovani gli strumenti per affrontare l’era della globalizzazione. È necessario educare le vecchie e le nuove generazioni ed educare anche l’Intelligenza Artificiale, perché sappia interpretare i dati e svolga bene i compiti che le vengono assegnati.

Ma non è tutto, perché per educare è indispensabile saper sfruttare anche il potere delle parole. La parola istituisce lo spazio specificatamente umano del simbolico e delle rappresentazioni affettive.

Il pedagogista Paulo Freire, nella pratica educativa, riconosce nella parola, e nella padronanza di essa da parte degli individui, un elemento basilare sia per chi parla sia per chi ascolta, per questo essa rappresenta il mediatore tra i soggetti e li rende capaci di attuare scelte esistenziali. È strettamente connessa con la pratica del dialogo come confronto di opinioni per scoprire i punti convergenza che possano condurre a scelte sociali alternative e condivise.

L’educazione, cosi come ha detto Nelson Mandela, è l’arma più potente che si possa usare per  cambiare il mondo e significa anche guardare al futuro con altre prospettive.

Francesco Pira
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