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#CacciaAllaPlastica: l’inclusione sociale passa per lo sport e per la sostenibilità ambientale

Lug 28, 2022
caccia alla plastica

“Litter” in inglese significa cestino dei rifiuti e quando si scambia l’ambiente che ci circonda in una discarica a cielo aperto il rispetto per la natura e il creato non è contemplato nel buon senso civico.

Se i rifiuti vengono dismessi, abbandonati e lanciati a mare o sulle spiagge si parla di «marine litter» e di «beach litter».

Dal 2020, secondo le ultime stime risultate dalle indagine effettuate da diverse strutture di ricerca scientifica e ambientale, anche nell’ottica del conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, vi è maggiore sensibilità sul tema dell’inquinamento ambientale e sullo smaltimento dei rifiuti anche in un’ottica di economia circolare. Resta il disagio da una condotta incivile e irresponsabile perpetuata nel tempo passato che ha prodotto inquinamento nei mari, nei fiumi, nei litorali e nelle aree boschive.

I dati delle ricerche e le minacce ambientali

Secondo una ricerca australiana si stimano oltre 14 milioni di tonnellate di plastica nei fondali oceanici, 30 volte in più rispetto a quello che galleggia nei mari con un tasso di inquinamento elevato dovuto alla non biodegradabilità del materiale. Si tratta di microplastiche con uno spessore inferiore ai 5mm che sono il risultato di oggetti più grandi che si rompono in pezzetti più piccoli e che sedimentano sui fondali ma che ingeriscono anche gli organismi marini.

La ricerca è stata pubblicata sul giornale Frontiers in Marine Science e l’agenzia scientifica australiana Csiro ha raccolto e analizzato campioni dal fondo oceanico con prelievi i sei siti a distanza di circa 300km dalla costa. Non è un caso che la una della iniziative, poi portate in Italia « #Take3 for Sea» sia un’iniziativa nata per i litorali australiani e diffusa in Italia, partendo da Napoli, grazie all’impegno di Dario Catania e dell’associazione N’Sea Yet con l’hashtag #Prendi3

In Italia, i partecipanti e volontari alla campagna attivista e di comunicazione per la sostenibilità, si attivano in difesa dell’ambiente e per la promozione del riciclo dei materiali di plastica oltre che della diffusione delle buone pratiche per lo smaltimento dei rifiuti.

La minaccia per la fauna marina

Anche i fondali dell’Oceano Atlantico non sono da meno: uno studio realizzato dal Noc (National Oceanography Center, ha rilevato l’esistenza di circa 21 milioni di tonnellate, ossia 10 volte in più, la quantità ipotizzata, analizzando i primi 200 metri di profondità. La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications .

E nel Mediterraneo, si registrano sempre più cetacei che nel loro stomaco avevano frammenti di plastica, il dato è stato rilevato dall’analisi degli esemplari spiaggiati tra il 2008 e il 2019 a causa dei grandi teli usati per l’agricoltura e i filamenti derivanti dalla frammentazione della plastica che anche se non li uccidono alterano le funzioni intestinali e debilitano il loro organismo affaticandolo per le loro attività. Nel 2019 nel solo stomaco del capidoglio spiaggiato ad Olbia, furono trovati ben 22 chili di plastica.

Il problema delle microplastiche cosiddette “invisibili” è tra i più subdoli che possano alterare l’equilibrio naturale dell’ambiente e da tempo, sempre più ambientalisti e associazioni cercano di combatterlo con attività sul campo e campagne di sensibilizzazione perché ogni anno finiscono in mare 14 milioni di tonnellate di plastica e solo nel Mediterraneo se ne accumulano 229 mila tonnellate all’anno mentre 2141 specie marine risultano a rischio entrandoci in contatto.

Il WWF con “No Waste in Nature” organizza un evento che dura dal1° Maggio al 31 Agosto con l’hashtag #missionespiaggepulite per ripulire spiagge e fondali dalla plastica con giornate di pulizia dei litorali marini, fiumi, laghi, fondali e aree naturali lontane dal mare.

Anche Legambiente scende in campo con l’iniziativa Spiagge e Fondali Puliti, una campagna di volontariato con un evento della durata di tre giorni diffuso lungo le cose e gli arenili della Penisola con l’hashtag #SpiaggeFondaliPuliti per il “beach litter”. Sul sito per il 2021 si legge: “Nelle 47 spiagge monitorate in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) sono stati censiti 36821 rifiuti in un’area totale di 176 100 mq. Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa”.

Francesca Ferrara

Francesca Ferrara è Newsmaker, Mobile Journalist & Communication Consultant. Uno spirito entusiasta che non perde mai il focus sulle persone.

Per News48 scrive storie dall’Italia e dal mondo che raccontano soluzioni, iniziativa a favore della comunità e esperienze costruttive.

La Caccia alla Plastica di N’Sea Yet

Domenica 3 Luglio 2022 si è tenuta la II° edizione dell’evento #CacciaAllaPlastica promosso dall’associazione N’Sea Yet con la collaborazione della UISP NAPOLI, AMP Parco Sommerso Gaiola e delle associazioni Let’s do it! Italy, Cleanap, Round Table, Gaiola, Fai e i Ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Nisida.

Napoli -Posillipo – Parco Virgiliano – le squadre sul litorale di #CacciaAllaPlastica

L’area di svolgimento dell’evento che si è tenuto dalle 10:00 alle 13:00 è stata tra Nisida e la Gaiola e il Parco Virgiliano sulla collina di Posillipo. Questa #CacciaAllaPlastica è stata anche una Swimming Edition che ha scelto la splendida cornice dell’area marina protetta della Gaiola come luogo di svolgimento della gara di nuoto di cui ogni concorrente era associato ad una squadra di cacciatori della plastica in superficie, sul litorale.

Alla gara di nuoto hanno partecipato solo gli atleti agonisti della UISP dati i 3,6 miglia del percorso marino. Tutti gli altri partecipanti insieme alle associazioni e ai ragazzi di Nisida hanno gareggiato nella squadra di terra con postazione del gazebo antistante il parco Virgiliano, in contemporanea con i nuotatori con partenza da Nisida alle ore 10.00. Per delimitare il percorso degli atleti in mare, i10 kayak, messi a disposizione da Kayak-Nautica Cafarelli, che hanno seguito tutto il percorso di gara, raccogliendo anche loro almeno “3Pezzi” di plastica in mare.

La scelta di questo campo di gara che si svolge interamente all’interno della Zona Speciale di Conservazione “Fondali marini di Gaiola e Nisida” della rete Natura 2000, vuole anche accendere un faro sulla tutela di questo paradiso naturale cittadino minacciato paradossalmente dallo stesso Piano di Risanamento Ambientale e Rigenerazione Urbana di Bagnoli, che prevedrebbe l’apertura di nuovi scarichi fognari di bypass proprio nella ZSC.

«Il cambiamento fa paura, all’inizio destabilizza, ma è l’unico modo che abbiamo per realizzare noi stessi, la nostra vera natura» è la parola di Mariafelicia Carraturo, madrina e record del mondo di apnea con il nuovo record del mondo CMAS di apnea in assetto variabile con la monopinna conseguito il 25 agosto 2021.

«La Gaiola, come area protetta è impegnata da 20 anni su questi temi» spiega Maurizio Simeone direttore del Parco Sommerso di Gaiola e aggiunge: «abbiamo accolto questa seconda edizione dell’iniziativa a supporto della sensibilizzazione dei temi sulla tutela ambientale e marina che abbiamo in comune con entusiasmo e gioia anche per il connubio con l’attività sportiva»

«Gaiola, litorale di Posillipo e Bagnoli rischiano un ulteriore apertura di scarico fognario con un raddoppio dell’impianto a ridosso di Cala Badessa il che costituisce un ulteriore pericolo di inquinamento ambientale» racconta Francesca Zazzera, volontaria di Green Peace Napoli e continua: «Su Change.org abbiamo lanciato una petizione per chiedere l’annullamento di questo progetto»

CTM – Coordinamento Tutela Mare Chi Tene o’Mare

Il CTM è composto da ben 15 realtà: CSI Gaiola Onlus, Greenpeace Gruppo Locale Napoli, Marevivo Onlus, FAI – Fondo Ambiente Italiano, WWF Napoli, Vivara APS, ASOIM, Let’s do it Italy, Fondalicampania, Oceanomare Delphis Onlus, ONESEA alliance, Associazione Nemo, Legambiente Campi Flegrei, N’ Sea Yet, Cleanap.

Il CTM ha come missione quello di essere un coordinamento permanente, denominato “Chi Tene ‘o Mare (Coordinamento Tutela Mare)” per affrontare in maniera sinergica ed operativa le problematiche ambientali presenti e future che quotidianamente minano la salute dell’ecosistema marino costiero della Città e del Golfo di Napoli.

Le attività conseguono l’obiettivo di sensibilizzare, creare un tavolo di confronto attivo sulle tematiche inerenti la salvaguardia della salute dei litorali costieri e un referente di organizzione di eventi ed iniziative volte alla sensibilizzazione delle nuove generazioni e e alla risoluzione delle problematiche inerenti l’ambiente marino oltre che organismo di denuncia di attività illegali che minacciano la salvaguardia delle specie e della biodiversità e gli habitat naturali marino-costieri.

Missioni Misure e Soluzioni

Tutte le misure che si stanno approcciando riguardano il riciclo, l’economia circolare, il comportamento rispettoso dell’ambiente e le energie rinnovabili, ma sono provvedimenti a seguito del danno causato tra comportamenti e produzioni inquinanti.

L’associazionismo punta all’educazione ambientale con corsi, iniziative, attività e campagne social con relativi hashtag per una maggiore diffusione attraverso i social network

L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la collettività alla consapevolezza che la salvaguardia dell’ambiente dipende anche dalle nostre scelte quotidiane. Ridurre al minimo l’utilizzo della plastica, fino a farla sparire, è una di queste. Solo così potremo vincere una delle minacce principali dell’inquinamento del nostro mare e della biodiversità. E come nello sport, anche nella tutela ambientale, il traguardo si raggiunge solo con l’impegno di tutta la squadra.

Napoli – Parco Virgiliano – Posillipo – parte dei 70kg di materiale plastico raccolto durante la #CacciaAllaPlastica

Il dato della #CacciaAllaPlastica

«Ci siamo concentrati sulla zona del Parco Virgiliano assieme anche al sostegno di altre realtà associative – spiega Valerio Di Pietro di Round Table e continua: «Assieme a Let’s do It! Italy abbiamo raccolto 70 kg di materiale plastico che verrà conferito nella maniera opportuna per lo smaltimento e il riciclo»

«Una giornata importante con al centro la tutela dell’ambiente con le plastiche e le microplastiche sui litorali e sui fondali marini» spiega Vincenzo Capasso di Let’s do it! Italy e specifica: «70 chilogrammi di plastica tra sedie, tavolini e coni di patatine usati nei furgoncini dei venditori ambulanti non sono da poco nell’area circostante ad uno dei parchi cittadini».

«Il messaggio è che il mondo, il mare e l’oceano lo possiamo salvare soltanto se tutti insieme agiamo con dei comportamenti, soprattutto quotidiani, come il #Prendi3 che è il ‘gioco’ nonché campagna di sensibilizzazione con comportamento attivo e proattivo del cittadino, in quanto, ognuno di noi, tutti i giorni, possiamo raccogliere almeno tre pezzi di plastica dalle spiagge, da un bosco o da una strada sotto casa» racconta Dario Catania di N’Sea Yet e puntualizza: invertendo il comportamento, invece di gettare la plastica, raccogliere la plastica già presente nell’ambiente, con almeno tre pezzi di plastica alla volta»

L’educazione ambientale per l’inclusione sociale

L’obiettivo raggiunto è stato quello di unire per un giorno, tutela ambientale, sport e inclusione sociale con la presenza dei ragazzi dell’Istituto di detenzione minorile di Nisida, occasione di educazione al rispetto della cultura ambientale e di monito, per qualsiasi altro giorno, anche con singole partecipazioni private e comportamenti di senso civico a favore della tutela ambientale.

Scopri di più nel servizio video di Francesca Ferrara

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