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Body Shaming: la Tiktoker che zittisce gli hater

Set 22, 2022
Body Shaming

Fra le nuove devianze quelle che stanno affliggendo la rete c’è sicuramente il body shaming: l’attacco al corpo degli altri. Una lezione arriva da una TikToker che si chiama Alicia McCarvell,  finita nel vortice degli insulti a causa del suo peso corporeo. La donna è sposata con un bodybuilder, alto e muscoloso. Gli hater non hanno accettato che una donna come lei fosse la moglie di un uomo cosi bello e le hanno scritto messaggi orribili: “Eri cosi grassa quando lo hai conosciuto?”, “Ma eri già cosi?”, “Sei bruttissima”…

Alicia non dà molta importanza al corpo e ha dichiarato: “Quando il mondo ci guarda, immediatamente dà più valore a Scott che a me… ci hanno fatto credere che una persona in forma come Scott non potrebbe mai, nemmeno in un milione di anni, stare con una donna grassa. Ma questo solo perché ci hanno sempre insegnato che il nostro valore dipende dal corpo”.

Parole forti e allo stesso tempo molto vere: “Non sono gelosa… e sulla scala di quel che è importante per mio marito, quanto il mio corpo rispetti gli standard di bellezza, non è in cima alle sue priorità. Tiene a me per il mio senso dell’umorismo, la mia lealtà, il mio amore e il mio cuore. E nessuna di queste cose cambia se il mio fisico cambia”.

Naturalmente sui social si sono scatenati i commenti e una parte degli utenti sostiene che l’uomo abbia scelto Alicia solo per il numero di follower che la seguono e per i soldi che guadagna. Scott ha sempre difeso la moglie e continua a farsi fotografare con lei, dando voce all’amore che vive al di là dell’aspetto fisico.

Una contrapposizione tra un’esibizione di corpo perfetto, come la stessa Tiktoker dice, e un corpo che perfetto non è. Parametri dettati da una società edonistica che ci vuole a tutti i costi in perfetta forma.

La centralità del corpo è un terreno di riflessione

Il corpo è diventato centrale e rappresenta in un certo modo (ancora da determinare) il dominio della sessualità. Nella dimensione social il corpo ha assunto poi una duplice dimensione: da un lato un centro di potere “un portatore visibile di identità di sé” e del proprio stile di vita; dall’altro è diventato strumento, il corpo esibito come altro da sé, una dimensione che appare con tutta la sua evidenza nell’universo social. Chi si espone sui social sa che va incontro alla “vetrinizzazione” e il rischio è anche quello di non essere accettati e derisi.

Quando il corpo non corrisponde a determinati canoni di bellezza diventa bersaglio di critiche anche feroci da parte degli odiatori seriali. Infatti, il fenomeno del body shaming sta diventando sempre più pericoloso e da non sottovalutare.

Ormai, da diverso tempo, si parla di body positivity e sui social sono tante le Influencer o le TikToker che cercano di trasmettere messaggi intelligenti a favore di un rapporto più rilassato con il proprio fisico, contro un’idea di perfezione astratta e irreale che può danneggiare seriamente la mente e il corpo di chi segue – magari non del tutto consapevolmente – modelli negativi e diseducativi.

In Italia a lanciare messaggi di body positivity sono state diverse conduttrici, come Vanessa Incontrada, o cantanti, come Arisa, e anche attrici che si battono per far comprendere alle giovani donne che non devono correre pericoli per essere a tutti i costi perfette.

Non sono mancate le critiche anche per le modelle troppo magre e filiformi, basti pensare a quella che è stata definita come la Milano “Sfashion week”. Le conseguenze, legate al radicarsi di modelli di reti sociali basati su un sistema di relazioni ansiogene tra individuo e il suo pubblico, possono essere gravi. Quindi, queste giovani donne pur di far diventare il proprio corpo magro si sottopongono a delle diete che non sono sopportabili da un essere umano, ma l’importante è ottenere un corpo perfetto utile per le sfilate, utile per essere youtuber e utile per essere un instagrammer. Questo deve farci riflettere, perché la direzione intrapresa va verso una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce da vendere.

Nel frattempo la propria salute viene messa a rischio e accade che tutte le campagne di “body positive” per far vedere che, in qualche modo, qualche grammo in più non crea alcun problema sembrano completamente allontanarsi rispetto a quello che è invece il grande tema ossia il rischio anoressia per queste ragazze che non riescono ad avere nessun tipo di controllo sull’alimentazione o che quasi non si alimentano per avere questo corpo invidiabile.

Gli hater che incontriamo in rete

A mancare è il rispetto per un corpo che può essere diverso e che non necessariamente deve essere palestrato. Questo è il tema che si sta sviluppando sulle piattaforme online: “quanto male posso farti aggredendo il tuo corpo? quanto posso incidere sul tuo stato d’animo e sulla tua mente, cercando di trasmetterti paure e insicurezze?”.

Le tipologie di hater sono diverse. Il classico hater è solitamente una persona normale nella vita reali che si trasforma sul Web. I meno pericolosi sono i trolls, coloro che provano gusto a disseminare dissenso, attaccare un’ idea o una persona, e si lanciano con commenti provocatori, nella speranza che la vittima risponda e così si apra un dibattito all’ insegna dell’ animosità.

I più pericolosi sono i five stars haters, gli odiatori a cinque stelle, coloro che non vogliono solo irritare o offendere, ma intendono scatenare gli istinti più bassi degli interlocutori, e così minare le fondamenta della società, avvelenare le comunità, generare odio, razzismo e misoginia.

Secondo una ricerca condotta da Università la Sapienza e Vox Osservatorio sui diritti il 63% delle vittime sono proprio le donne. Un dato allarmante e molto grave.

Bisogna chiedersi quale diritto hanno gli hater di distruggere la vita delle persone e di offenderle. Ha ragione Alicia quando dice: “Il nostro valore non dipende dal corpo, ma dipende dal cuore, dai sentimenti, dai valori”. Purtroppo, c’è qualcuno che questo continua a non capirlo e pensa di essere autorizzato a colpire gli altri. Tutto questo andrebbe cambiato e rivisto anche e soprattutto sui social visto che gli odiatori seriali, dietro ad uno schermo, riescono a trasmettere ogni loro frustrazione senza alcun freno inibitore.

Francesco Pira
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