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Sanremo 2023, Leo Gassmann: nella mente dei ragazzi

Feb 8, 2023
Le interviste di Francesca Binfarè

Leo Gassmann, cognome impegnativo, famiglia di artisti. A 19 anni è arrivato in semifinale a XFactor. Nel 2020 ha vinto la categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo con il brano “Vai bene così”.

Ieri sera, Leo si è esibito sul palco dell’Ariston con “Terzo Cuore”, brano scritto e prodotto con Marco Paganelli, Giorgio Pesenti e Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari.

Hai sorriso tutto il tempo della tua esibizione: perché nella tua generazione c’è così tanto questa vena di tormento e paura delle aspettative? Abbiamo sentito le altre canzoni dei ragazzi in gara, e questo tormento c’è.

“Il tormento della mia generazione penso sia dovuto da un futuro incerto, dai cambiamenti climatici, dalle guerre, le disparità sociali. Io sono fortunato, e lo so. Oggi ci sono tante paure, anche quella del diverso. I social aiutano ad abbattere gli stereotipi però anche ci dividono. Credo che uno dei problemi principali del pianeta sia che non tutti possono studiare e questo crea paura perché se non conosci è ovvio che accada”.

Leo Gassmann – Foto Credit: Simone Biavati

Ci dici qualcosa di “Caro Lucio ti scrivo”?

“Il mio disco uscirà il 24 febbraio e conterrà “Caro Lucio ti scrivo”, una lettera di risposta a “L’anno che verrà” di Dalla. Forse non è un brano tanto radiofonico ma rientra nella mia vena più cantautorale, che voglio proteggere. L’ho scritto ai tempi della pandemia e parla delle paure che noi ragazzi abbiamo e alla necessità di legarci ai grandi del passato su cui dobbiamo appoggiarci”.

Domani sera per le cover hai scelto di cantare con Edoardo Bennato.

“Edoardo è un amico e un maestro per me, sono cresciuto con le sue canzoni. Ricordo che sono andato con mamma e papà da bambino a teatro a vedere lo spettacolo di Peter Pan. Con Edoardo abbiamo legato, lo sento quasi più di mamma, fa parte della mia famiglia. Sono onorato di poter interpretare con lui si suoi brani, che hanno fatto la storia della musica. Da lui sto imparando tanto, mi racconta storie straordinarie: mi dice che una volta i cantautori erano tutti amici, cercavano di trovare un modo per affrontare i problemi del mondo insieme, e ne traevano anche poi ispirazione. Credo che dovremmo farlo anche oggi, fare musica insieme, stringerci con i nostri amici e le persone che ci amano”.


Francesca Binfarè
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