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Quando il dramma del suicidio diventa spettacolarizzazione

Ott 26, 2023 ,

Un altro suicidio che arriva in diretta web. In tanti hanno avuto modo di vedere questo suicidio, perché qualcuno ha deciso di spingere il tiktoker bolognese, Vincent Plicchi, verso la morte. Una storia incredibile e a tratti inspiegabile.

Vincent nei suoi video si presentava come il personaggio di Ghost, in riferimento a uno dei protagonisti del videogame di guerra Call of Duty. Nei suoi TikTok impersonava i Sith (una setta monastica che appartiene al mondo fantascientifico di Guerre stellari), impugnando una spada laser rossa. Mi ha colpito particolarmente parlare con una delle fan di Ghost.

Secondo il padre del ragazzo, il figlio è stato vittima di cyberbullismo. Matteo Plicchi non riesce a rendersi conto di tutto quello che è successo.

Cosa è successo a Vincent Plicchi

La telecamera accesa, riporta il Corriere, poi l’obiettivo fisso non su di lui, per fortuna, ma su una porta che poco dopo viene aperta dai soccorritori.

Chi stava seguendo la diretta ha assistito all’ultima fase della vita di Vincent. Alcuni follower hanno chiamato le forze dell’ordine, ma non c’è stato nulla da fare.

La vita per lui non aveva più senso, perché ha trovato qualcuno che ha deciso di rovinarlo per sempre con un’accusa infamante.

Questo giovane tiktoker è finito in una trappola ordita da una coppia di fidanzati. I Media raccontano che a contattare Vincent è stata una ragazzina 17enne, che ha finto di essere una 18enne, spinta dal suo fidanzato 21enne. Vincent ha iniziato uno scambio di messaggi con la 17enne e ad un certo punto lei gli ha rivelato di essere minorenne, diffondendo gli screenshot delle loro chat e accusandolo di molestie.

In rete si è scatenata una campagna d’odio in cui Vincent è stato insultato, offeso e condannato. Non si è trattato solo di cyberbullismo, ma forse anche di sexting e di revenge porn.

Questa vicenda non è l’unica, perché qualche giorno prima a perdere la vita è stato un ragazzo di 12 anni. Si è lanciato dalla terrazza di casa, come racconta Orizzonte Scuola, dopo un rimprovero per i compiti non svolti. Un gruppo di ragazzine, per caso, mentre stava facendo un video per TikTok con il telefono, ha ripreso il volo del bambino.  Purtroppo, anche il video di questa morte in diretta è stato diffuso sul web.

La rete e la fragilità umana

Quello che sta succedendo è molto grave e dimostra la fragilità di tanti giovani. Manca la consapevolezza dei rischi della rete e ad un certo punto ci si scopre nudi, e non solo perché vengono inviate immagini o video della nostra intimità, ma perché in qualche modo hanno tentato di lasciarci nudi e di uccidere la nostra moralità.

Cosi questo tiktoker, amato da tantissime persone, ha smesso di vivere. Lui che si presentava come una vera star e si vestiva come uno dei personaggi più noti dei videogame di guerra. Lui che era seguitissimo su piattaforme e community da oltre 300mila follower.

Una vita che poteva regalargli tante soddisfazioni e invece un gioco perverso, in cui qualcuno si è divertito, lo ha spinto ad uccidersi, lo ha spinto a non lottare per dimostrare che in realtà era innocente.

Dietro questo io, che si era costruito per piacere agli altri, c’era un essere umano sensibile e delicato.

Il papà ha dichiarato che il figlio era un creatore originale ed anche un’ artista. La sua fama gli ha provocato una serie di invidie e gelosie. Proprio per questo motivo, forse, persone malvagie lo hanno ucciso, organizzando una storia falsa.

L’unico modo che ha trovato per difendersi dal disonore e provare la sua innocenza è stato togliersi la vita” ha detto il padre.

Qualche tempo fa il Sole 24 ore ha riportato le parole di Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ospedale pediatrico Irccs Bambino Gesù e ordinario all’Università Cattolica. Vicari ha dichiarato: “Dall’inizio della pandemia abbiamo registrato ben +40% di accessi al nostro Pronto soccorso di giovani e giovanissimi. Ma ciò che forse è più rilevante è che questa percentuale non accenna a diminuire, anzi aumenta, e che ben il 70% deriva da tentativi di suicidio o autolesionismo. Sono 387 quelli dell’ultimo anno. Un quadro impressionante anche per noi addetti ai lavori, che conferma come il Covid sia stato solo la spia o il detonatore di un disagio dei nostri ragazzi”.

Il dramma della solitudine tra i nostri ragazzi

A confermare le dichiarazioni di Stefano Vicari anche il report dell’Osservatorio Suicidi della  Fondazione Brf  – Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze, alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio.

Agi ha riportato quanto è stato rilevato dalla ricerca della Fondazione Brf. Dall’analisi emerge che in Italia avviene un suicidio ogni 10 ore.

La teoria del suicidio secondo Émile Durkheim

Io ho cercato di comprendere le ragioni del suicidio attraverso la voce di uno dei più grandi sociologi, Émile Durkheim, che ha delineato tre tipologie di suicidio: suicidio altruistico, suicidio anomico e suicidio egoistico.

Il suicidio altruistico vede la persona sacrificarsi per confermare o proteggere i valori etici del suo gruppo di appartenenza. Mi sacrifico, poiché sto portando avanti un’idea o un mio valore che non mi viene riconosciuto fino in fondo. Durkheim lo ritiene un atto positivo dal punto di vista sociale.

Il suicidio egoistico riguarda quanti avvertono di essere esclusi e che non riescono ad integrarsi nel gruppo. Una lotta interiore tra la voglia di affermarsi e le possibilità concrete di affermazione sociale. Durkheim lo considera un atto negativo dal punto di vista sociale.

Il suicidio anomico (contro le regole) vede l’individuo soffrire all’interno della società. Questo tipo di suicidio viene compiuto da chi vede i suoi desideri repressi da regole autoritarie. Durkheim lo definisce un atto estremo, la cui frequenza cresce  in alcuni momenti particolari. Si accentua durante le crisi economiche oppure anche nel momento di benessere economico, mentre dovrebbe diminuire nei periodi in cui ci sono conflitti, guerre o disordini politici.

Tanti i preadolescenti e gli adolescenti che si avvicinano a questa scelta estrema che molto spesso deriva dal non sentirsi amati o accettati dagli altri. Ma non solo. Purtroppo, sono anche tante le possibilità di imbattersi all’interno di forum di istigazione al suicidio.

Papa Francesco più volte ha spiegato l’importanza del valore della vita. Ha chiesto ai giovani di diventare “artigiani del futuro” e li ha incoraggiati ad avere una nuova fiducia nella vita. Non è facile, ma bisogna cercare di cambiare questa società.

Quella di Vincent è una storia triste che dovrebbe insegnarci tanto e che dovrebbe essere consegnata a chi continua a farsi male sulla rete, a chi continua a fare del male sulla rete e a chi continua a spiegarci quanta cattiveria c’è in questo mondo.

Francesco Pira
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