• Mer. Lug 17th, 2024

I pericoli della Rete tra i giovani: pedofilia e pedopornografia. Cosa fare?

giovani emozioni

La nostra realtà sembra aver perso alcuni dei valori più importanti e il consumismo emozionale ha cambiato le nostre vite.

Troppa la cattiveria e la crudeltà a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi. Le nuove tecnologie vengono utilizzate in modo scorretto e questo alimenta numerose devianze.

Già a partire dal 2001 sono stati avviati studi in ambito medico e sociologico per comprendere come le nuove tecnologie abbiano inciso sulla vita delle persone e quali sono i rischi derivanti dal loro utilizzo.

Le ricerche si sono concentrate soprattutto sulla telefonia mobile. Nel corso degli ultimi vent’anni siamo passati dai telefoni cellulari agli smartphone; questi oggetti sono diventati un’appendice del nostro corpo e il nostro terminale di “comunicazione-connessione” con il mondo esterno e con il nostro sistema di relazioni.

Siamo sempre connessi

Riuscire ad essere attivi online è diventato fondamentale per tutti, perché la rete è veloce, virale e permette di raggiungere un grande numero di utenti. Vengono ridotti i tempi, le spese economiche e questo favorisce il raggiungimento di innumerevoli propositi nell’immediato.

Purtroppo, la continua connessione nasconde alcuni aspetti di cui si parla ancora poco o di cui si ignorano le conseguenze. Passiamo quasi 5 ore al giorno guardando il display dei cellulari e cliccando le app che amiamo.

La Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2010) preferisce le app social e video, i Millennial (i nati dal 1981 al 1996) le app di messaggistica, la Gen X (1965-1980) non punta ad una categoria precisa.

Ognuno di noi ha un’applicazione per qualunque necessità e riusciamo ad accedere ad ogni tipo di informazione presente in rete…

Purtroppo nell’era liquido-moderna l’inganno è diventato centrale nei processi di comprensione del reale e la distinzione tra vero e falso non è più percepita.

La realtà sfalsata dietro allo schermo

Infatti, tanti minori si connettono in rete senza conoscere i pericoli a cui vanno incontro. Due dei drammi più gravi del nostro tempo sono la pedofilia e la pedopornografia. Il portale Giornalecentrosicilia.it riporta la notizia della condanna di un uomo.

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Antonella Ciraulo, ha condannato ad un anno di reclusione di Fabrizio Lamberti, 53enne, di Bologna per aver adescato un 13enne di Canicattì (AG). L’uomo ha contattato su Facebook il minore e poi ha inviato al bambino le foto dei suoi organi genitali su Whatsapp. Una storia che risale al 2015 e dopo 8 anni è arrivata la condanna.[1]

I dati che riguardano gli abusi sui minori sono davvero allarmanti. Il 5 maggio 2023, in occasione della Giornata Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, la Polizia Postale ha diffuso un report.[2]

Sono 2622 i siti illegali in black-list che nel 2022 sono stati oscurati e resi irraggiungibili. Mentre, sono 1466 le persone denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abusi sessuali sui minori nel 2022.

I dati ci dicono che “sono stati 430 i casi di adescamento online nel 2022. Nei primi tre mesi del 2023, sono già 56 i minori di età inferiore ai 13 anni adescati in rete, mentre sono 34 le vittime adolescenti (14-16 anni). I pedofili cercano i bambini sui social network, sulle app di videogiochi, sulla messaggistica istantanea per “parlare di sesso e per proporre scambi di immagini intime”. Lo scopo è quello di avvicinarli e incontrarli.

Abusi che avvengono in tutto il mondo, in una società in cui l’interconnessione è diventata una regola.

La Polizia Postale ha rilevato anche che sono 866, in tre anni, i casi di adescamento di minori online. Le vittime hanno un’età inferiore ai 13 anni. Gli elementi raccolti testimoniano che: “Negli ultimi tre anni (2020, 2021, 2022) sono poco meno di novecento, i bambini approcciati da adulti nei luoghi virtuali del gioco e della socializzazione, mentre esercitano il mestiere di crescere, spesso convinti di essere in un luogo sicuro. Una convinzione di sicurezza che li rende vulnerabili e che è condivisa con genitori e insegnanti, spesso all’oscuro di quanto adescatori e pedofili conoscano profondamente le fragilità delle vittime e le potenzialità del web nel ridurre le sane strategie di protezione di bambini e ragazzi“.

Francesco Pira

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Sociologo saggista e giornalista, è professore associato di Giornalismo Web e Comunicazione Strategica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Direttore del Master in “Esperto della Comunicazione Digitale” e Delegato del Rettore alla Comunicazione. 

Le sue riflessioni toccano temi importanti per la nostra società: il mondo digitale, i giovani, l’informazione.

I minori indagati per pedopornografia

Il dato più preoccupante riguarda il numero di minori indagati per pedopornografia. Una curiosità che spinge preadolescenti e adolescenti a cercare, e anche a diffondere, materiale pedopornografico. I casi attestati nel 2022 sono 150.

Uno dei reati più gravi di cui si sta discutendo è il sextortion, un ricatto a sfondo sessuale per sottrarre con l’inganno denaro. Un reato gravissimo che provoca terribili conseguenze nella vita dei minori coinvolti. Le giovani vittime provano vergogna e non riescono a chiedere aiuto ai loro genitori o ai loro compagni. I numeri parlano chiaro nel 2021 i casi accertati sono stati 101 e nel 2022 i casi verificati sono 132.

Lo studio dei fenomeni di abuso sui minori ha evidenziato come “i soggetti interessati al materiale pedopornografico siano in genere maschi, di un’età inferiore ai 50 anni (77% dei soggetti ha un’età inferiore ai 49 anni, e un’età media di 37 anni, dati 2020-2022) spesso sposati o con una relazione sentimentale stabile, in gran parte senza precedenti penali, gelosi della loro vita “segreta” e perversa, che tengono nascosta alle famiglie”.  

L’universo online prevede una tipologia di adescamento ben preciso:  “i bambini più piccoli (entro i 10 anni) vengono spesso agganciati in piattaforme di gioco online” e “le adolescenti invece vengono agganciate soprattutto sui social network” invece “i ragazzi invece vengono agganciati con la promessa di sessioni di sesso virtuale con sedicenti coetanee”.

Più difficile diventa comprendere “gli abusi sessuali commessi per la realizzazione di materiale pedopornografico da scambiare in rete visto che sono spesso parenti o persone molto vicine alla famiglia delle vittime a compiere le azioni di abuso più gravi”.

Non possiamo non ricordare il recente caso di violenza avvenuto a Monreale ai danni di due sorelline. Ogni giorno c’è un caso di cronaca e spente le luci sul caso di cronaca dimentichiamo anche i nomi delle vittime.

Educare i giovani alle emozioni

Il reato di pedopornografia è stato introdotto in Italia nel 1998 con la legge n. 269/1998. Tanto si è fatto, ma tanto resta ancora da fare e non possiamo smettere di sensibilizzare i piccoli cittadini.

Papa Francesco ha affrontato questo enorme problema in diverse occasioni. Una sua dichiarazione, di qualche tempo fa, deve scuotere le coscienze: “Credo che i governi dovrebbero agire contro questo crimine il prima possibile. I gruppi responsabili si comportano come mafie che si nascondono e si difendono”.

La grande scommessa è quella di lavorare sulle nuove generazioni, di educare alle emozioni, di guidare i giovani alla scoperta delle nuove tecnologie. Alfabetizzare i giovani significa rivalutare, sia nel mondo reale che virtuale, l’importanza del comportamento di ogni uomo e di ogni donna del futuro.

Favorire la capacità di saper esaminare i contenuti che ogni giorno la rete propone e incoraggiare il miglioramento delle proprietà delle nuove tecnologie, affinché siano vicine alle nuove generazioni e allo stesso tempo più sicure.

Gli adulti non conoscono i nuovi codici e i nuovi linguaggi degli adolescenti e hanno il dovere di proteggere i giovani dalle insidie e dai pericoli della rete.


[1] https://giornalecentrosicilia.it/2023/09/23/adesca-sul-web-minore-di-canicatti-condannato-53enne-lavv-carmen-augello-ha-assistito-la-famiglia-del-13enne/?fbclid=IwAR2R1_GB28pcxCujRfhpTUWXvXKnL3Ll4mf8VdD9hQzE-ANxhFUR-8aRnhw

[2] https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2023-05/dati_polizia_postale.pdf

Francesco Pira
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