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Monteverde: un percorso tattilo-plantare dedicato agli ipovedenti e disabili motori

Feb 21, 2022
Monteverde

Il territorio

Il borgo medievale di origini normanne di Monteverde, in provincia di Avellino, si trova al confine tra Campania e Basilicata a 740 mt di altitudine con una estensione territoriale di 39 km2, confinante con i comuni irpini di Aquilonia e Lacedonia e con Melfi in Lucania. Oltre a esser famoso per essere terra preferita dalle cicogne nere, nel corso dell’ultimo decennio, ha conquistato il primato di ‘paese accessibile’ anche per la manifestazione che ogni anno dedica al tema dell’inclusione e dell’accessibilità.

Tra storia e innovazione sociale Monteverde vanta un centro storico antico con il suo Castello costruito dai Longobardi, fortificato dai Normanni e ampliato nel XV° secolo dagli Aragonesi. La sua storia si fonde con l’impegno dell’amministrazione comunale e della sua cittadinanza che è parte attiva e promotrice in questo processo di innovazione tecnologica e di inclusione sociale.

Per le sue caratteristiche, il borgo, prende il nome dal territorio ricco di vegetazione che lo circonda. Montis Viridis, nel 2018 fu selezionato come vincitore per “Il Borgo dei Borghi”, una gara tra 60 borghi italiani. Trasmissione come il Kilimangiaro e Il Borgo dei Borghi di Rai3, Monteverde è stato selezionato in rappresentanza della Regione Campania e riconosciuto come borgo tra i più belli d’Italia.

Accessibilità e inclusione sociale segni particolari del borgo

Inclusione sociale e accessibilità sono le caratteristiche principali del comune di Monteverde, in provincia di Avellino.

Già inserito tra i borghi più belli d’Italia, nel 2015, la sua popolazione è poco più di 700 persone e ha conquistato l’etichetta di comune più accessibile d’Italia. Dal 2006, l’amministrazione ha iniziato ad interessarsi dei temi sull’inclusione sociale e culturale e questo interesse, nel corso del tempo, l’ha portato a creare una manifestazione che dura da più di un decennio. “Un paese accessibile” ogni anno è la kermesse che riscuote successo da 14 anni attirando anche personaggi illustri con disabilità motorie.

Il percorso di ben 5 chilometri realizzato con tecnologia tattilo-plantare, rende il paese a misura di ipovedenti e disabili motori facendogli conquistare la targa di paese più accessibile d’Italia e all’avanguardia.

Questa attenzione per le tematiche sociali è stata premiata con l’assegnazione del Premio speciale Access City Award 2019 indetto dall’Unione Europea. E, non in ultimo, il Premio Smau, a Napoli, per l’Innovazione a dicembre del 2021.

Francesca Ferrara

Francesca Ferrara è Newsmaker, Mobile Journalist & Communication Consultant. Uno spirito entusiasta che non perde mai il focus sulle persone.

Per News48 scrive storie dall’Italia e dal mondo che raccontano soluzioni, iniziativa a favore della comunità e esperienze costruttive.

“Il mondo deve sapere che stiamo lavorando per mettere in piedi operazioni corrispondenti ai nostri bisogni”

Antonio Vella, sindaco Monteverde (AV)

Una soluzione per gli ipovedenti e i disabili motori e sensoriali

I sistemi di audio guida, assieme ad una rete wi-fi e ad una applicazione (AbleUpp) accompagnano chi ha difficoltà motorie e sensoriali sui percorsi tattilo-plantari permettendo di raggiungere bar, ristoranti e anche toilette pubbliche. Il sistema si completa con un bastone dotato di antenna in grado di leggere i tag installati sotto la pavimentazione del paese e di dialogare attraverso bluetooth con il telefono.

Il percorso assistito, oltre ad attivare l’insieme di servizi, strutture e infrastrutture che consentono alle persone con esigenze specifiche la fruizione degli spazi interni ed esterni per una vacanza e il tempo libero, eliminando eventuali barriere architettoni e ostacoli di varia difficoltà, vede protagonista l’intera comunità locale che ha una funzione attiva di ospitalità e di solidarietà. Nel centro storico sarà presente una struttura ricettiva per garantire l’accoglienza e l’ospitalità. A questo edificio si affianca l’iniziativa, del tutto in via sperimentale di un campeggio per non vedenti.

Innovazione sociale come misura contro lo spopolamento

Un piccolo borgo dai tanti riconoscimenti non solo come borgo tra i più belli d’Italia ma soprattutto come borgo più accessibile d’Italia. Il sindaco di Monteverde, Antonio Vella, racconta il progetto e l’operazione culturale “Un paese accessibile”.

Le aree interne sono spesso aree che incontrano difficoltà nello sviluppo economico e turistico il che aumenta il fenomeno dello spopolamento e spinge le comunità a spostarsi verso la costa o verso comuni più strutturati e ricchi di servizi.

Tutti possiamo fare turismo ma se non si caratterizza il prodotto non si offre diversità”, racconta il Sindaco di Monteverde, Antonio Vella che spiega:  ”L’inclusione scolastica se non viene proiettata anche con la missione di modificare la cultura dei territori diventa disorientante per i ragazzi che tornando a casa si ritrovano a confrontarsi con un mondo diverso rispetto a quello che si è raccontato a lezione in aula.  Bisognavano eventi che servissero a caratterizzare e a migliorare la cultura della relazione della dello stare insieme, della disabilità”.

Lo spunto iniziale è quello tra scuola e territorio – continua Vella – Tentiamo di dare risposte a problemi concreti Una mappatura delle risorse ambientali, culturali e storiche del territorio e l’individuazione dei posti per i quali valeva la pena investire per l’accessibilità. Definimmo 3 percorsi: naturalistico, un percorso religioso, e storico-culturale che comprende una parte del borgo fino al castello. Turismo accessibile non significa solo costruire i percorsi ma mettere in atto un’azione che potesse accogliere le persone, una struttura al centro dei tre percorsi includendo anche l’area camper per i visitatori e che rientri il tutto come offerta alla persona“.

E sugli sviluppi di economia turistica, il Sindaco aggiunge: “La vera scommessa dell’operazione è stata quella di tramutare un evento culturale in un evento strutturale in un processo di crescita e bisogna ringraziare la comunità locale. Adesso siamo in un’altra fase delicata: tramutare un evento culturale in un evento economico che crei economia continua e credo che chi ami la sua terra debba provarci affinchè questo accada perché le aree interne hanno bisogno di economia continua tanto più continua da diventare circolare. Cultura ed enogastromia sono tra i paletti sui quali investire e tramutare il progetto in un’attività continuativa e sostenibile nel tempo.

In conclusione, abbiamo bisogno di insistere sulla strada che abbiamo intrapreso che valorizza la cultura passata, e con sistemi innovativi la proietta nel futuro. Dobbiamo tentare di distinguerci sullo scenario nazionale con i nostri prodotti e con delle situazioni innovative, per dire: ‘questo risponde al mio bisogno’. Il mondo deve sapere che stiamo lavorando per mettere in piedi operazioni corrispondenti ai nostri bisogni: un esempio è stato la messa in essere del castello di Babbo Natale da parte di un gruppo di volontari che ha costruito un’azione di divulgazione della cultura del regalo e di una economia che ha bisogno di caratterizzarsi”.

Scopri di più nel servizio video di Francesca Ferrara

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