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La moda come sguardo verso il futuro dopo il carcere

Mar 7, 2022

Un progetto di stile quello di Patrizia Visone, fondatrice del brand Vitrizia, destinato alle donne del carcere femminile di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino. Un progetto di conquista di un nuovo saper fare, e saper rifare, ispirandosi a modelli del passato quanto agli stili contemporanei per un’attività di artigianato handmade che permette di creare, inventare e personalizzare i propri manufatti, per poi anche venderli e ricavarne un’attività lavorativa.

Creatività e Moda per l’inclusione nel mondo del lavoro

Non è banale che un progetto di creatività, disegno, stile e moda possa essere strumento di apprendimento di un mestiere artigianale quale quello della magliaia, su misura e, al contempo, un punto di partenza per un rilancio ad un nuovo stile di vita per l’inclusione sociale, finito il tempo della detenzione.

L’apprendimento di quello che in dialetto napoletano e campano viene identificato come ” ‘a fatica”, cioè il mestiere (chiavi in mano), dentro una casa circondariale femminile, è occasione anche della scoperta di un talento, di un’indole e di una competenza che permette di creare, nel tempo libero, ma anche di poter monetizzare avviando un’attività lavorativa più in stile imprenditoriale, in un secondo momento, terminato il tempo della pena. I progetti di corsi applicativi e laboratori pratici sono strumento di un rilancio verso una vita all’insegna della legalità e dell’inclusione sociale e della valorizzazione delle proprie capacità personali.

Francesca Ferrara

Francesca Ferrara è Newsmaker, Mobile Journalist & Communication Consultant. Uno spirito entusiasta che non perde mai il focus sulle persone.

Per News48 scrive storie dall’Italia e dal mondo che raccontano soluzioni, iniziativa a favore della comunità e esperienze costruttive.

L’imprenditoria femminile dentro le carceri

Molti sono i progetti per la riabilitazione dei detenuti nelle carceri. Molti sono orientati agli uomini e meno offerta vi è per le detenute.

Al carcere di Bellizzi Irpino, l’imprenditrice Patrizia Visone, fondatrice e styledesigner del brand Vitrizia, ha presentato un progetto di creatività che si è concluso con l’allestimento di una mostra delle creazioni realizzate dalle ospiti della casa circondariale.

Il progetto moda di Patrizia Visone è stato promosso dal Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello. Il corso è stato strutturato in 6o ore suddivise in 20 incontri da Maggio a Dicembre 2021 per imparare l’arte della maglia ai ferri ed uncinetto, con lana e cotone.

Quanto realizzato rientra nei progetti utili per la riqualificazione delle persone in difficoltà, nel mondo del lavoro e di occasione di conoscenza di un antico mestiere, oramai tramandato di generazione all’interno dei nuclei famigliari, che è invece uno strumento di possibilità lavorativa e di creazione di una nicchia di mercato redditizia.

Questo genere di percorsi aiutano le ospiti detenute a volersi bene, a prendersi cura di se stesse e ad aumentare l’autostima e a prendere coscienza delle proprie capacità e consapevolezza di un talento che non sapevano di avere. Un percorso di formazione di una competenza e alla scoperta del come poter impiegare il proprio tempo e le proprie risorse in una piacevole attività che possa anche essere anche leva per lo sviluppo di un futuro all’insegna della legalità.

Si tratta di laboratori che creano percorsi lavorativi, guardando al futuro, concluso il tempo della reclusione, e indirizzano al momento di una riallocazione ed integrazione in un contesto sociale ed economico locale.

Il lavoro, la dignità del lavoro è una conquista in campo sociale in qualsiasi contesto. E si tratta di una conquista ancor più delicata quando si tratta di inserimento delle donne nel mondo del lavoro.

Il progetto di Vitrizia

“Lo scopo del laboratorio era sviluppare, in loro, un senso estetico e creativo con un pensiero ed un gusto personale che possa trovare mercato, tutto questo partendo dal laboratorio di lavoro a maglia.  Abbiamo provato a creare articoli senza schede, articoli di proprio ingegno e gusto.  L’ intento era di dare forza al loro talento e dare consapevolezza e fiducia che si può lavorare su se stesse creando cose uniche” – spiega Patrizia Visone e continua: “Tra i punti fondamentali del progetto la consapevolezza e la responsabilità verso se stesse e verso le altre”.

Il corso, sponsorizzato dal Consiglio della Regione Campania grazie al Prof. Ciambriello, si è concluso il 18/19 dicembre, con un’esposizione-mercato al circolo della stampa di Avellino. “In quel caso, anche se sotto il mio occhio, della psicologa Barone e quello della Caritas – racconta Visone – le donne che hanno avuto il permesso di uscire e partecipare all’evento, hanno gestito autonomamente, ed in personale responsabilità verso le altre recluse non presenti, l’esposizione e la gestione delle donazioni personali rispetto ai manufatti.  L’interesse dei visitatori alla mostra-mercato è stata la misura dell’andata a buon fine dell’operazione di formazione del percorso. L’augurio è che possano continuare ad usare quanto appreso durante il laboratorio per crearsi un nuovo percorso di vita e perchè no, anche di lavoro. Presto conto di andarle a trovare”.

Scopri di più nel servizio video di Francesca Ferrara

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