• Dom. Mar 3rd, 2024

L’Intelligenza artificiale etica per profilare i gruppi

Gen 22, 2024
intelligenza artificiale

Esistono tante perplessità in merito all’intelligenza artificiale ma una grande certezza: è qui. E quando qualcosa arriva il modo migliore per reagire non è combatterla ma collaborare. Non senza conoscerla per comprenderne pregi e difetti, dinamiche e caratteristiche. Obiettivo: farsela amica e potenziarne gli effetti in modo etico.

La soluzione di TakeFlight, start-up italiana, è di unire l’intelligenza umana a quella artificiale generando una collaborazione che garantisce la valorizzazione delle risorse umane.  

«Siamo nati nel 2017 come associazione culturale di docenti e ricercatori. Prima di allora avevamo messo a punto insieme un metodo di studio efficace per i ragazzi: 123 Imparo a studiare e fatto corsi per i docenti – racconta Carmen Dal Monte, Ceo e Co-Founderè stato quando ci siamo resi conto dell’esistenza di uno scollamento tra la formazione scolastica e il mondo delle aziende che ci siamo orientati all’ambito lavorativo». La start-up è nata con una mission ben chiara: mettere le metodologie sperimentate al servizio della formazione, dell’on boarding e della creazione di gruppi di lavoro.

L’intelligenza di gruppo è più forte di quella individuale

Gli algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati per la scuola sono stati quindi applicati al mondo delle aziende. «Dall’esperienza della formazione scolastica abbiamo consolidato un principio: non esiste l’apprendimento personalizzato. Noi impariamo con gli altri, sempre in gruppo – aggiunge Dal Monte – ed è per questo che il nostro team – con competenze scientifiche, umanistiche e digitali – lavora sull’intelligenza di gruppo».

L’Adult Profile Assesment (APA) progettato e costruito da statistici, psicologi e sociologi del team Takeflight, è un questionario di 40 affermazioni che si compila in pochi minuti e che permette di profilare un’intera azienda ma anche un settore o un dipartimento. Il questionario consente di evidenziare alcuni elementi utili a manager, responsabili risorse umane e imprenditori. Tra questi: la capacità di fissare obiettivi e la propensione a raggiungerli, l’autonomia decisionale, l’attitudine alla collaborazione e al lavoro in team, l’approccio alla formazione, il mindset e la flessibilità.

Sviluppare soluzioni partendo dalle potenzialità del gruppo

«Quello a cui abbiamo assistito, fino ad ora, è all’esistenza di due assestment differenti in fatto di profilazione – spiega Carmen Dal Monte – i questionari categoriali che si occupano di profilare le persone e inserirle in una categoria e i questionari dimensionali che misurano elementi come la personalità, la motivazione, la flessibilità. Quello che noi abbiamo fatto è costruire un questionario che ci permette di inserire una persona in una categoria e di valutarne le dimensioni. In aggiunta abbiamo educato i nostri algoritmi alla profilazione dei gruppi. Ed è questa la grande innovazione. Se un team o un gruppo partecipa al nostro test possiamo ottenere sia i profili professionali di ogni membro, sia un’analisi dimensionale di tutte le persone sia, infine, un’analisi dimensionale del gruppo stesso. Questo ci permette di evidenziare le potenzialità del gruppo: cosa può fare e dove può migliorare. Mi piace dire che il nostro questionario fotografa il divenire, il terreno su cui si possono sviluppare soluzioni».

Il questionario di TakeFlight non chiede dati sensibili e si basa sulle affermazioni che risultano essere meno invasive rispetto alle domande. L’unico controllo effettuato è sulla coerenza delle risposte.

Un futuro orientato a studenti e aziende

A oggi la startup ha profilato 8000 adolescenti in tre Paesi del mondo (Italia, Stati Uniti e Israele) e circa 3 mila adulti in settori differenti (docenti, clienti, dipendenti e professionisti). L’obiettivo per il futuro è di riuscire a profilare il 5% degli studenti italiani e il 3% dei dipendenti per settore di appartenenza. «Stiamo anche pensando a nuovi strumenti didattici e aziendali che rispondano ai bisogni del mercato – aggiunge Dal Monte – l’intelligenza artificiale non è un pericolo fino a quando non ha un corpo. A noi resta tutto il potere di scelta possibile per gestirla e usarla nel modo più etico possibile».

Ciò su cui non abbiamo potere, quando parliamo di intelligenza artificiale, è il controllo, vale a dire su ciò che accade ai nostri dati. Ed è per questo che lo sguardo di ognuno di noi deve volgere all’intelligenza artificiale etica. Quella che si muove non solo in ambito informatico ma anche sociologico, antropologico e delle scienze umane e sociali.

Assunta Corbo
Condividi il giornalismo costruttivo