• Gio. Nov 30th, 2023

La narrazione costruttiva dei territori

Set 25, 2023
narrazione costruttiva

Raccontare un territorio attraverso gli eventi che ospita e che organizza per contrastare disinformazione e clichè. Ristabilire un ponte di connessione con le storie propositive e di valore tra giornalismo multimediale, storytelling e opinione pubblica. Storie di realtà che nascono dal basso, dalle comunità che cercano di tutelare e proteggere il patrimonio culturale del territorio anche in circostanze di spopolamento delle aree interne.

La narrazione costruttiva non è (ancora) mainstream

È sempre difficile far emergere una narrazione corretta e oggettiva priva di pregiudizi e modi di dire penalizzanti. Talune volte, sentenze senza processo risultanti dalla non conoscenza dello stato effettivo delle cose e della genesi di fenomeni socio-culturali. Ad occupare sempre di più qualsiasi canale di comunicazione, dai media del main stream ai social media, vi sono scritture volgari che diventano virali e che rappresentano solo uno spaccato negativo di una società tecnologica ma con dubbia consapevolezza del digitale e del suo corretto impiego per le masse.

Si tratta di note di colore, spesso negative, che però tra assurda spontaneità ed imbarazzante copione d’abitudini ed usanze scorrette, sono girate e pubblicate in rete alla ricerca di click e like. Si inciampa sempre più spesso in quella buccia di banana che fa diventare influencer senza stile. Diverso è, invece, il discorso per i professionisti delle culture digitali che hanno tutt’altro approccio non solo agli strumenti tecnologi ma anche cultura dei processi produttivi socio-economico-culturali che vengono generati grazie all’uso delle tecnologie e l’impiego di internet nei vari campi applicativi del lavoro.

Come difendersi dalla narrazione demoralizzante mainstream?

E allora come difendersi da questo impazzare di video che narrano challenge pericolose per la vita umana e che incitano all’isolamento e al pericolo, seminando caos e disperazione nelle relazioni umane? E, soprattutto generando disinformazione e cattive abitudini, esempi da non seguire per le giovani generazioni che, ad oggi, hanno dimostrato di essere tra le categorie più fragili di cui aver cura con una corretta educazione digitale.

Come far fronte al bombardamento di notizie nefaste e demoralizzanti che diventano i principali protagonisti di ogni angolo dei canali d’informazione? Come far fronte a questo abbruttimento dell’informazione? Raccontando solo buone notizie? Non esattamente!

La risposta potrà sembrare banale, ma non è del tutto scontata: fare informazione costruttiva, con un approccio di soluzione ai problemi. Il che significa raccontare quanto di bello e propositivo esista anche in un’area di crisi con le giuste iniziative e misure messe in campo.

Se pensiamo alle grandi città e a come viene trattata l’informazione nei media locali, troveremo i ¾ dedicati a tutte le criticità e disgrazie accadute, ½ al calcio e ½ alle cose belle come cultura, arte e spettacoli, turismo ed enogastronomia.

Gli spettacoli e gli eventi possono non essere finalizzati a se stessi, ma sposare una causa, e farsi messaggero e megafono per quella attività socio-umanitaria.

È come una bilancia, su un piatto vi sono le cronache nere, giudiziarie e finanziarie negative che fanno in modo che il piatto tocchi quasi la superficie del piano, sull’altro vi sono tutte le iniziative messe in campo che grazie al contrappeso tendono a stare in alto ma anche ad avere un peso inferiore nelle scalette delle notizie secondo le linee editoriali dei media.

La narrazione di Napoli sui media

Se prendiamo la metropoli di Partenope, nello stesso tempo di racconti di faide, omicidi, roghi dolosi incidenti stradali, dispersione scolastica e baby gang armate di ‘ferro’ e ‘coltellini’ che sposano la cultura e subcultura della difesa preventiva verso un potenziale attacco, la città vive momenti di continua rinascita e, grazie ad un percorso iniziato 10 anni fa, conquista ogni giorno un posizionamento più importante in ambito turistico, culturale ed artistico ed un qualcosa che sempre più spesso viene riconosciuto da coloro che non vivono la città quotidianamente, sia che si tratti di personaggi pubblici, i cui media rilanciano le loro considerazioni da entusiasta, sia che si tratti di turisti, di qualsiasi nazionalità, che scoprono la città, per la prima volta, e si ravvedono, toccando con mano, che non corrisponde esattamente alla narrazione negativa che si tramanda da decenni. Oggi, nella top ten delle città più pericolose d’Italia, la capitale del Sud è all’ultimo posto.

Francesca Ferrara

Francesca Ferrara è Newsmaker, News Content Designer, Mobile Journalist & Communication Consultant. Uno spirito entusiasta che non perde mai il focus sulle persone.

Per News48 scrive storie dall’Italia e dal mondo che raccontano soluzioni, iniziativa a favore della comunità e esperienze costruttive.

Il valore aggiunto degli eventi

Napoli

Non è un caso che Linus, assieme a Radio Deejay, abbia portato a Napoli, il 10 Ottobre, quella che era un’attività organizzata per festeggiare il suo compleanno e che poi è cresciuta nell’arco delle 18 edizioni, la 1° edizione della DeejayTen, ricredendosi che la città è fatta anche per appuntamenti con lo sport e per la corsa e non solo per la pizza, sfogliatelle e babà. «Siete capitale di tutto» sono state le sue parole, le parole di Linus, indirizzate ai partecipanti alla gara e ai cittadini, parole che sono state commentate dall’Assessore allo Sport e alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, Elena Ferrante, con questo pensiero: «È un evento che rappresenta pienamente il valore dello sport, come fenomeno di aggregazione sociale e veicolo di valori positivi quali la condivisione, la solidarietà, la lealtà e il rispetto dell’altro, principi fondanti di ogni società sana».

Oppure la kermesse dedicata alla mozzarella, Bufala Fest occasione non solo per turisti e residenti di trascorrere qualche ora di degustazione al villaggio, ma soprattutto luogo di incontro per parlare del futuro dell’agroalimentare e delle soluzioni agricole da implementare grazie al cambiamento climatico e per la gestione del rischio.

HUB che ospita tutte le culture del mondo

E ancora il Festival dell’Oriente che permette a Napoli di incontrare il mondo alla Mostra d’Oltremare per due weekend di seguito: 9-10 e 16-17 Settembre. Kermesse che è occasione di scambi culturali, di aperture sociali e di consapevolezza dell’accoglienza degli usi e costumi di tradizioni, antiche e millenarie, di contaminazione tra diverse civiltà da quelle di stampo occidentale. Oppure il Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia che nella regione cuore d’Italia, in ogni edizione, è luogo di incontro di tante firme nazionali ed internazionali del mondo dell’editoria tra giornalismo e comunicazione.

Il Cinema sul Territorio ed l’Economia generata

Un piccola riflessione va fatta, indipendentemente dalla storia della sceneggiatura, sull’importanza dellla presenza del Cinema, non solo come sale di visione, sui territori.

Quando produttori e registi adottano un territorio o porzioni di territori, o anche, per esigenze tecniche, decidono di riproporli virtualmente o al di dentro di un teatro o uno studio cinematografico, contemporaneamente si crea valore aggiunto diffuso tra economia, storia, arte e cultura del territorio che attraverso la pellicola diventano attrattori turistici. Per citarne alcuni, pensando alla Campania tra le tante produzioni possiamo ricordare: Sirene, Capri, L’amica geniale, Mina Settembre, Benvenuto al Sud e paraddosalmente anche opere come Gomorra e Mare Fuori, o Fortàpasc apportano il loro contributo che impatta anche economicamente sul territorio.

Spostandoci un poco più al Sud, sullo stesso filone, ricordiamo La Piovra, Il Padrino, Màkari, e i film su Falcone e Borsellino.

In Puglia come non ricordare il successo di Lolita Lobosco che ha dato una ulteriore spinta al turismo costiero della regione oppure Imma Tataranni – Sostituto Procuratore che ha ricordato l’esistenza di Matera da ex vergogna d’Italia a Capitale della Cultura Italiana 2022.

E altrove? Film noti e meno noti, grandi e piccole produzioni tra i talk televisivi e la fiction offrono, oltre le storie che legano i protagonisti davanti alla telecamera, intrecciano un rapporto stretto con il territorio e le sue caratteristiche, bellezze naturali e sapori anche di antiche tradizioni da degustare e tramandare di generazione in generazione.

Roma

Ma non è solo nella città di Pulcinella che accadono queste cose, in una metropoli ancora più grande come Roma, dall’11 al 17 Settembre si è tenuto il più grande appuntamento diffuso in tanti luoghi della città: la Rome Future Week creata da Michele Franzese di Scai Comunicazione (Basilicata) e pochi giorni prima il più grande evento ed incontro a livello internazionale di scrittori, autori, sceneggiatori, organizzato dalla scuola di scrittura Come si scrive una grande storia, fondata da Francesco Trento. La Writing Solidarity del 2 e 3 Settembre è un evento associato ad una causa umanitaria a cui si può contribuire sul sito de la Rete del Dono.

E ancora Digito Ergo Sum – Festival della Cultura e della Società Digitale organizzato da Giulio Gaudiano a TechnoTown

Ad Est con Rimini e Bari tra storytelling e digitale

E non in ultimo, con uno sguardo più ad est, Rimini con il WeMakeFuture organizzato da Search On Media Group e Bari che grazie alle iniziative di alcuni imprenditori nativi si sta affermando nel panorama del digital e del webmarketing come un luogo dove si fa cultura di settore, grazie agli eventi The Neverending Storytelling Festival de laContent e ABCD (A Bari Capitale Digitale) organizzato da Disal Consulting e ancora prima da Puglia Events.

La domanda che sorge spontanea è: quanto fa notizia e rumore la narrazione di un territorio che punta alla crescita socio-economica-culturale e industriale, rispetto a nefasti eventi come femminicidi, omicidi, maltrattamenti psicologici e fisici, truffe, furti e frodi, collassi finanziari. Il tempo ci ha dimostrato che lo spazio dedicato a realtà che si muovono per migliorare le cose e creare valore aggiunto è poco ed è destinato per poco tempo. Chiuso il sipario non se ne parlerà più fino alla prossima edizione (ammesso e non concesso che i media, al momento vi abbiano dedicato la giusta attenzione), a differenza di tutti quegli atti illeciti e illegali che rimbalzeranno da una scaletta all’altra dei mass media e talk d’informazione.

Basterebbe un poco di par condicio per ottenere un equilibro tra notizie sulle criticità e notizie entusiasmanti e da parte dei professionisti della comunicazione e dell’informazione l’impegno, consapevolezza e conoscenza delle tecniche di narrazione costruttiva anche dinanzi alle più brutte e critiche situazioni che, puntualmente sono accompagnate da toni di voce depressi e demoralizzanti, ansiogeni, allarmanti o trasmettiori di panico, perdendo il focus della lucidità sul compito di narrare l’accaduto, il fatto nudo e crudo in sè,tenendo in considerazione le dinamcihe della psicologia dell’essere umano.

Vuoi ricevere storie di giornalismo costruttivo?

Abbiamo pensato a una newsletter mensile per darti la possibilità di leggere storie costruttive e conoscere questo mondo un po’ più da vicino. Patchwork esce ogni primo lunedì del mese ed è curata da Corrado Bellagamba e Lucia Palmioli, due giornalisti del Constructive Network.


Francesca Ferrara
Condividi il giornalismo costruttivo