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Il WWW di Sir Tim Berners-Lee

Giu 30, 2023

L’edizione 2023 del WMF- We Make Future, lo scorso 16 giugno ha regalato un grandissimo ospite alla platea italiana: L’inventore del web, ovvero Sir Tim Berners-Lee.

All’XI° edizione della Fiera Internazionale e del Festival sull’Innovazione Tecnologica e Digitale, dal main stage, dedicato a Falcone e Borsellino, le parole dette sono risuonate come un viaggio a ritroso nel tempo, da un lato, e contemporaneamente con uno sguardo al futuro, dall’altro.

La figura dell’inventore dell’acronimo WWW, ovvero World Wide Web, è apparsa come un ponte di congiunzione tra i tempi in cui la rete internet veniva usata solo all’interno dei circuiti militari e i tempi moderni, dove mentre si sta affermando il 5G si parla già delle prodezze del 6G.

«Ci deve essere trasparenza e chiarezza a livello legislativo nella raccolta e condivisione di dati sensibili»

Sir Tim Berners-Lee

«Abbiamo pensato di abbattere i confini e le barriere per le persone in tutto il mondo: ciò favorisce la connessione e la comprensione delle culture” spiega Tim Berners-Lee  ad una platea gremita. «Grazie alle tecnologie sono state fatte cose molto utili. Pensiamo a Wikipedia, ai volontari che lavorano insieme per aumentare la conoscenza di tutti. Pensiamo ad OpenStreetMaps, l’open source è una risorsa molto importante. Pensiamo al terremoto ad Haiti: è stato fatto un aggiornamento immediato delle mappe» e ha continuato: «Non possiamo però dire che questa apertura ci sia ancora: ci sono problemi reali quando qualcuno viene messo in pericolo tramite il web ricevendo abusi, minacce […] bisogna trovare equilibrio tra libertà di espressione e diffusione di fake news. Dobbiamo proteggere diritti e dati dei cittadini. Dovremmo poter utilizzare il web senza nessuno che controlli ma, allo stesso tempo, ci deve essere una supervisione per la tutela delle persone, dei loro dati e della legalità. Ci deve essere trasparenza e chiarezza a livello legislativo nella raccolta e condivisione di dati sensibili».

Francesca Ferrara

Francesca Ferrara è Newsmaker, Mobile Journalist & Communication Consultant. Uno spirito entusiasta che non perde mai il focus sulle persone.

Per News48 scrive storie dall’Italia e dal mondo che raccontano soluzioni, iniziativa a favore della comunità e esperienze costruttive.

«L’AI deve lavorare per voi come individui, cittadini, come consumatori».

Sir Tim Berners-Lee

I fattori di criticità del web

Sir Tim Berners-Lee ha dato infatti visione anche dei fattori di criticità introdotti dal Web, focalizzandosi spesso sull’uso e la protezione dei dati personali: «Ci sono spesso sistemi centralizzati – pensiamo a Facebook e Google – che non sono open source e lavorano a compartimenti stagni. Le funzionalità sono ottime ma spesso le cose non vanno come dovrebbero: privacy, sicurezza, tracciamento, sono questioni ancora molto problematiche».

L’AI e la Human Life

Riguardo invece all’integrazione dell’AI nelle nostre vite, così come nel Web e nelle sue dinamiche, Sir Tim Berners-Lee offre uno spunto di riflessione “L’AI diventerà potentissima ma voi dovete avere la sovranità dei vostri dati, il controllo su quelli che offrite: la chatbox deve lavorare per voi e non utilizzando voi. L’AI deve lavorare per voi come individui, cittadini, come consumatori».

La genesi del WWW

Nel ‘98 l’ha creato, Sir Tim Berners-Lee e ha puntato sull’importanza assoluta e necessità per una società e un futuro migliore.

«Dobbiamo pensare a costruire, non a polarizzare, come facevamo all’inizio del viaggio della creazione del WWW. In questa terza era dobbiamo dunque lavorare per un aumento della collaborazione, della creatività e della condivisione. Oggi dobbiamo sistemare i problemi del mondo: cambiamento climatico, democrazia […] in questa terza era del web dobbiamo pensare a questi argomenti, e il web potrebbe diventare il nostro strumento ideale» e conclude: «Dobbiamo costruire e creare dei sistemi che garantiscano compassione ed empatia nei confronti degli altri, considerando tutti: persone di diverse etnie, culture, orientamenti e identità».

Ed è su questa linea di pensiero e filosofia applicata alla realtà che l’organizzazione del WMF- We Make Future si muove ed organizza la tre giorni come momento di riflessione sul come le nuove tecnologie possono essere aiutare in maniera costruttiva l’esistenza umana e le sue attività, mantenendo il controllo e la governance degli strumenti e del loro campo di applicazione

Francesca Ferrara
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