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Il Volo dell’Angelo in Basilicata: un modello di sviluppo turistico a cui ispirarsi

Feb 14, 2022
Il volo dell'Angelo

Se provate a cercare “Pietramezzana” su Google o su una qualsiasi carta stradale, vi accorgerete che non esiste. Il paese immaginario della Basilicata è la felice crasi dei nomi di due borghi delle Dolomiti lucane, Pietrapertosa e Castelmezzano in provincia di Potenza e tra i più belli d’Italia.

Pietramezzana però è il borgo protagonista della pellicola di successo “Un paese quasi perfetto”, del regista Massimo Gaudioso che racconta e sintetizza come un territorio possa cambiare in meglio, grazie a un’intuizione geniale: il “Volo dell’Angelo“, il grande attrattore capace di richiamare in zona, a ogni stagione, migliaia di persone.
E se la trama del film verte su una storia sofferta di cassa integrazione, frodi e promesse disattese che porterà poi alla trasformazione della miniera in un polo turistico, la realtà è ancora più bella e dal 2007 – anno della sua creazione – a oggi, ha contribuito a far uscire questa zona dall’isolamento, ha creato posti di lavoro, ha fatto nascere un indotto economico di valore. Due paesi che insieme non superano i 2 mila abitanti, condizionati da una forte emigrazione e da uno spaventoso calo delle nascite (basti pensare che il rapporto annuo morti/nascite è 10 a 1), hanno scoperto un importante motivo di crescita.

Un’idea ispirata da un architetto d’Oltralpe

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al 2000, quando l’idea ha iniziato a prendere forma, grazie alla spinta dei “cugini” francesi. Un architetto d’Oltralpe visita i due centri delle Dolomiti Lucane e ne resta affascinato, tanto da raccontare a uno dei due sindaci dalla mente illuminata e visioni lungimiranti di una iniziativa già avviata in un paesino montano della Francia, per incentivare il turismo nella stagione estiva quando non c’era neve. In pratica si volava da un’estremità all’altra della montagna, agganciati con un’imbracatura a un cavo d’acciaio. E tutto dietro l’osservazione dei bambini andini che, per recarsi a scuola, si aggrappavano a una carrucola e si lasciavano scivolare per i pendii delle montagne sudamericane.
Perché non duplicare questa avventura tra questi pinnacoli naturali che il tempo ha modellato conferendo loro le forme più strane e fantasiose, tanto che la popolazione ha dato i nomi di Becco della Civetta, Incudine, Grande Madre?

Il borgo di Castelmezzano

Ecco che sulla base dell’esperienza francese e nel giro di un paio d’anni (tra mille problemi, rispetto di vincoli normativi e la necessità di ben ventisei autorizzazioni) un investimento di circa un milione di euro (tutto il budget nella disponibilità della Comunità montana negli anni 2004-2005 fu concentrato su tale infrastruttura) ha consentito di realizzare nel Sud Italia il primo impianto italiano a moto inerziale e il più lungo di Europa. Si prova l’ebrezza di tagliare l’aria alla velocità massima di 120 Km/h e un dislivello massimo di 130 metri sulla valle, lungo un cavo d’acciaio tra i 1415 e 1452 metri. Un modo sorprendente per sentirsi come uccelli, emulando il falco pellegrino o il nibbio reale che da queste parti sono di casa. E un modo di ammirare dall’alto questi deliziosi borghi le cui case nascono dalla pietra, sono nella pietra, con il loro aspetto quasi civettuolo a specchiarsi sulle stradine ripide e tortuose e sui minuscoli orti formati da terra di riporto.


Isa Grassano

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Isa Grassano è la nostra caporedattrice ed è appassionata di storie costruttive che rintraccia in Italia. Le sue narrazioni preferite? Turismo, libri, cultura: mondi da esplorare per trovare spunti sempre nuovi di ispirazione.


Il volo dell’Angelo: l’accelerazione esponenziale di tutte le attività economiche del territorio

Oggi il Volo dell’Angelo è una società di diritto privato, consortile, a capitale pubblico costituita dai due comuni di Pietrapertosa e a Castelmezzano, capaci di far arrivare soldi nelle casse comunali piuttosto che farli uscire. Anzi, il milione di euro di investimento iniziale ha prodotto negli anni non solo un ritorno finanziario ma si è distinto per le molteplici valenze e ritorni economici e sociali. E questo è un motivo d’orgoglio e per i sindaci (Nicola Valluzzi di Castelmezzano e Maria Cavuoti di Pietrapertosa) e per Donatello Caivano, amministratore unico. «L’attrattore turistico, ci dice Caivano, ha avuto un effetto moltiplicatore e ha impresso una accelerazione esponenziale di tutte le attività economiche a valenza turistica nell’area di riferimento. Nel 2007, anno dell’inaugurazione, dal punto di vista ricettivo e ristorativo c’erano solo 2 ristoranti e 2 alberghi e si assisteva a un turismo mordi e fuggi in giornata. Nel 2021, dopo 14 anni, la situazione è completamente cambiata. Circa 50 Bed and Breakfast, 5 agriturismi, 8 ristoranti, 400 posti letto, oltre 130 mila partecipanti, un indotto che supera i due milioni euro e la creazione di decine di nuovi posti di lavoro. Un fatturato annuo di poco meno di 700 mila euro reimpiegato nei due comuni come linfa che ha riattivato altre risorse.

E soprattutto, continua Caivano, un modo per dare lavoro in una terra che ha tra le più alte percentuali di disoccupazione: 22 ragazzi del posto sono stati assunti a tempo determinato come collaboratori della nostra società e si pensa di poter ampliare di qualche unità, in vista di nuovi progetti. Ulteriore prospettiva di crescita riguarda soprattutto il volo in notturna, ovvero ampliare la giornata lavorativa e protrarla almeno fino alla mezzanotte. Questo consentirebbe un maggior numero di persone, ma soprattutto la possibilità di aumentare i pernottamenti, con maggiori presenze di turisti sul territorio. Le Vie Ferrate, i Ponti Sospesi, i numerosi percorsi di trekking, le passeggiate letterarie lungo vecchi tratturi, il collegamento diretto con le politiche d’integrazione e sviluppo culturale legate alla vicinanza con Matera e i suoi Sassi patrimonio Unesco, passando per l’acquisizione dell’innovativo concetto di cittadinanza temporanea, sono il segno tangibile che le Dolomiti Lucane sono un’area pronta a vincere la sfida di un nuovo modello economico fondato su concetti semplici ed efficaci: bellezza, condivisione, qualità e innovazione», rimarca con soddisfazione l’amministratore unico.

Un’attrazione che va volare i numeri

Dolomiti Lucane
Le Dolomiti Lucane – photo credit Gaspare Morea

Sempre in crescita anche “gli angeli” che acquistano un biglietto (singolo o di coppia) per provare l’emozione di sfiorare le nuvole. Nella prima stagione ne furono staccati “solo” 3700 e comunque un buon numero per un attrattore che prendeva avvio in due piccoli paesi, mentre nel 2021 sono stati 16.100 i voli. Un risultato destinato a migliorare, almeno a giudicare dai biglietti acquistati con la promozione dello scorso Natale (370), un ticket libero da spendere durante una giornata di apertura (al via il primo maggio). L’anno d’oro è stato il 2017 per le particolari condizioni atmosferiche (nemmeno un giorno di pioggia) con oltre 19 mila utenti e anche il 2020, nonostante la pandemia da Covid-19, ha fatto registrare ottimi risultati: 16.700 voli, resi possibili anche grazie a un servizio di tamponi rapidi, a pagamento, vicino alla biglietteria.
Numerosi i visitatori italiani provenienti dalla Puglia (30%) e dalla Campania (16%). Anche gli stessi lucani, anno dopo anno, confermano la preferenza verso il loro territorio, ben il 13 %. Ma è sempre più evidente la presenza degli “angeli volanti” provenienti da regioni non limitrofe, ovvero dalla Lombardia (19%), dalla Toscana (16 %) e dal Lazio (15 %). La percentuale degli stranieri si è assestata al 12%, con provenienze da Inghilterra, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, e persino dall’Australia, dalla Corea e da Taiwan.

Importante la comunicazione per sostenere la stagionalità

Insomma, il Volo dell’Angelo, grazie anche a una politica di comunicazione che spazia dai social al classico ufficio stampa, ha consentito a decine di migliaia di turisti la scoperta di un territorio pieno di fascino, con una gastronomia che non ha rivali e un’accoglienza emozionale e un’ospitalità unica.

Un altro aspetto importante che sta alla base del “Volo dell’angelo” è la sostenibilità ambientale. Ci troviamo all’interno del Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, un prezioso scrigno della biodiversità e con numerose specie di volatili: dagli esemplari di nibbio reale al falco pellegrino, passando per i gheppi e la poiana, fino alla cicogna nera, considerata tra le specie ornitiche più sensibili e rare d’Italia. Proprio per questo i voli vengono svolti solo nel periodo dell’anno tra maggio e novembre per non impattare i periodi di riproduzione degli uccelli.

Ma in ogni cosa bella, c’è sempre un altro lato della medaglia. «I limiti di un attrattore di questo livello non sono di carattere funzionale ma sono sicuramente dovuti alla stagionalità di un attrattore outdoor come il volo aperto da maggio a ottobre, ai trasporti (la Basilicata e in particolare il capoluogo non sono dotati di una linea ferroviaria ad alta velocità bensì a “lenta cottura”), la mancanza di mezzi di trasporto pubblico regionali nelle giornate festive, la mancanza di una programmazione politica regionale sugli attrattori turistici», conclude Caivano.

In home page Il Volo dell’Angelo – photo credit Gaspare Morea


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Isa Grassano
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