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Il potere della gentilezza, anche nel giornalismo

Set 19, 2022
il potere della gentilezza nel giornalismo

Le parole gentili possono essere brevi e facili da pronunciare, ma la loro eco è infinita diceva Madre Teresa di Calcutta.

Seduta a lavorare su una panchina di fronte alla scuola di mia figlia, in fila al supermercato, bloccata in macchina nel traffico, nelle situazioni più disparate, quante volte mi sono soffermata a meditare su cosa significhi vivere senza perdere di vista la gentilezza, ai benefici che porta quando è praticata e alle conseguenze che si innescano quando manca.

In questi ultimi anni poi, indubbiamente difficili per l’umanità intera, le occasioni di riflessione si sono moltiplicate: hanno parlato i nostri occhi laddove una mascherina ci copriva il sorriso, hanno fatto da ponte le parole laddove sono mancati i gesti di affetto ed ecco che la gentilezza, almeno per me, è stata quella boccata di ossigeno, quella dose di coraggio, quel collante tra noi – che dovevamo restare distanti ma uniti – di fronte a un nemico comune e invisibile.

Credo di poter asserire, senza essere smentita, che si tratti di una qualità che tutti apprezziamo, tuttavia perché non è caratteristica diffusa in chiunque? Forse, perché non ci soffermiamo spesso a riflettere sulla sua importanza e su quanto farebbe vivere meglio ognuno di noi?


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Come per ogni tratto della personalità, la misura in cui siamo gentili cambia certamente in base all’eredità genetica, ambientale e formativa che ci portiamo dietro, ma sono convinta che potremmo impegnarci a educare o rieducare noi stessi alla gentilezza che abbiamo perduto, potremmo sforzarci a insegnare ai più giovani a lavorare su questo e a sperimentare quanto sia meraviglioso essere cortesi e disponibili.

Basta leggere, del resto, una qualsiasi rivista di psicologia o navigare in internet cercando siti che trattino l’argomento per capire fin dalle prime righe che compiere atti di gentilezza può rendere la vita più soddisfacente, migliorare l’umore e l’accettazione tra pari, accrescere l’autostima e ridurre ansie e paure.

In poche parole, potremmo instaurare rapporti interpersonali più sani ed equilibrati, potremmo tradurre una disposizione interiore in fatti concreti e ne gioverebbe ogni ambito, anche il giornalismo.

Quando ci accingiamo ad approfondire una tematica, a intervistare il nostro interlocutore, a indagare problemi, limiti e possibili soluzioni, proviamo a essere accomodanti, calmi, umili e semplici. Chi ci circonda, che sia colui chiamato a rispondere alle nostre domande o che sia colui che cerca le risposte, si sentirà a proprio agio e sarà meglio disposto all’ascolto, al confronto, all’empatia, anche laddove le opinioni emerse fossero divergenti.

La gentilezza, insomma, ci aiuta a essere costruttivi tanto nella vita quanto nel fare informazione.

Concludo con una citazione di Gustav Birth: Ogni persona che incontri sta lottando con i propri problemi. Sii gentile con lei. Non potrai risolverli al suo posto ma la tua gentilezza forse la incoraggerà a non rinunciare. La tua gentilezza può essere il miracolo che stava aspettando. Spesso, senza saperlo, facciamo veri miracoli.

Francesca Ghezzani
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