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Il mio labrador: infermieri speciali e altamente specializzati

Mag 21, 2021
Il mio labrador

Il 12 maggio si è celebrata la giornata internazionale degli infermieri e i cani da assistenza personale al pari di quelli da guida per ciechi sono a tutti gli effetti dei veri paramedici a quattro zampe per l’addestramento ricevuto finalizzato all’assistenza e al supporto della Persona indipendentemente dalla specificità del deficit.

“Occorre aggiornare la legislazione. Il testo attuale va benissimo ma andrebbero sostituite le parole ‘privo della vista’ con ‘persona disabile’ in generale” con queste parole Simona Zanella, vicepresidente di Blindsight Project e responsabile nazionale del settore cani guida ha motivato la necessità di farsi capofila di una richiesta fattiva da parte del Governo, realizzando due anni fa, il primo convegno sul tema “Il cane da assistenza per persone disabili: i vantaggi e l’urgenza di una legge” per arrivare a una nuova legge nazionale che estenda la possibilità di usufruire del servizio a qualsiasi persona con disabilità.

La legislazione italiana

Blindsight Project, dal 2006 impegnata per la diffusione e l’applicazione della legge sul cane guida (la n.37 del 14 febbraio 1974, vedi la  campagna), e impegnata altresì per una nuova legge che tuteli tutti i cani d’assistenza per altre disabilità (vedi il convegno a tema), ha ritenuto opportuno fornire giuste informazioni a chi voglia recarsi in un altro Paese europeo, sia con un cane conduttore, sia con un cane d’assistenza per altra disabilità, che ricordiamo non è ancora egualmente tutelato da una legge in Italia. 

La BLINDSIGHT PROJECT – ODV (ex Onlus) per persone con disabilità sensoriali è una ODV  che persegue esclusivamente finalità di solidarietà nei settori dell’assistenza sociale, la beneficenza, l’istruzione, la formazione, la tutela dei diritti civili e dello sport, le ricerche nei settori tecnologici che si prestano ad incrementare l’autonomia e l’integrazione sociale, la conoscenza degli ausili informatici e di accessibilità ad internet con progetti riabilitativi anche personalizzati, la sicurezza e l’autonomia nella mobilità nonché l’impiego del tempo libero e l’integrazione totale nel mondo “normodotato” (spettacolo e cultura compresi).

Ad oggi in Italia non esiste una normativa che permetta a tutti, a prescindere dal tipo di disabilità (sensoriale, intellettiva o motoria), di avere a disposizione un cane dedicato all’assistenza individuale per migliorare la qualità della vita. 

La legge n. 37 del 1974 infatti certifica unicamente la figura del cane guida per ciechi e ipovedenti che è differente rispetto a quello per l’assistenza. “L’obiettivo è comune, è fare rete e spingere perché si realizzi il prima possibile il nostro progetto esteso alle diverse disabilità” ha precisato Simona Zanella

“Colmare il vuoto legislativo – ha detto Andrea Zenobi formatore e ideatore de Il Mio Labrador – significherebbe estendere una opportunità di vivere la propria disabilità in maniera più inclusiva e aiuterebbe molte famiglie anche dal punto di vista degli sgravi economici perché regolamentati da norma. Le richieste sono in costante aumento e attraverso un quadro legislativo aggiornato e adeguato potremmo realizzare molto per concretizzare la cultura inclusiva di cui tanto sentiamo parlare”. 

Labrador, infermieri a 4 zampe

Andrea Zenobi

Il Mio Labrador ASD è nata nel 2014 per volontà di un gruppo di persone che, dopo anni di esperienza sul territorio, ha pensato di dare vita ad una realtà che avesse come scopo primario, quello di migliorare la vita delle persone “speciali”, fornendo cani “speciali” altamente addestrati per l’assistenza per coloro che vivono una condizione di disagio fisico o psichico, per il supporto a chi soffre di disturbi dello spettro autistico, per l’allerta medica e recentemente anche per chi soffre di narcolessia.

Lo  staff composto da Andrea Zenobi Presidente e anima dell’associazione, Francesca Marucci, Eleonora Gironella,Giuseppe del Rosso (Presidente dell’Associazione Eingana Avezzano – associazione di promozione sociale zooantropologica), Alberto Succi, Maria Rosa Monreale, Alessandra Leoncino, si prodiga per individuare e formare il cane dal temperamento più adatto per la persona e le sue necessità.

Ogni cane ha bisogno di 24 mesi di percorso di addestramento e, quando viene consegnato finalmente al suo umano, ha ricevuto circa 1500 ore tra istruzione e socializzazione! I cuccioli presi in carico affronteranno un percorso formativo fatto di tappe, già a otto settimane i cuccioli sono pronti per entrare nella scuola “INFERMIERI A 4 ZAMPE”! Il ciclo composto da scuola primaria, secondaria e Università è speculare alle competenze acquisite fino alla convivenza reciproca tra cane e nuovo padrone in cui si instaurerà una relazione nuova basata su fiducia e aiuto.

I cani diventano così idonei a diverse necessità: aiutare le persone costrette a restare sedute sulle carrozzine per disabili raccogliendo e restituendo al proprietario qualsiasi oggetto caduto; aprendo e chiudendo porte e cassetti, accendendo e spegnendo la luce, togliendo indumenti. Insomma integrando la quotidianità verso una nuova normalità: anche svuotando la lavatrice!

I labrador impegnati nell’assistenza a persone affette da disturbi cognitivi, spesso affiancano bambini con disturbi dello spettro autistico instaurando una vera relazione sociale con esso e dando sicurezza ai genitori. Vengono addestrati anche a limitare i comportamenti autolesionisti che molte volte accompagnano le crisi nervose.

In collaborazione con la famiglia e con l’equipe che si occupa a livello terapeutico della persona affetta da DSA si va a lavorare su una o più aree compromesse come ad esempio: l’area verbale, motoria, sociale, degli interessi e cognitiva.

“Ciò che donano questi meravigliosi animali attraverso il loro servizio è impagabile – ha detto Andrea Zenobi Presidente Il mio Labrador –  Siamo contenti che molte altre regioni italiane ci stiano dando disponibilità per permetterci di ampliare il nostro operato ed essere presenti in maniera più capillare al servizio dei fragili. E’ importante donare e invitiamo chiunque, aziende o semplici cittadini a conoscerci attraverso i nostri canali social o il nostro sito web per vedere cosa facciamo”.

Il gap legislativo pesa sulle famiglie

Il gap legislativo ad oggi non permette di alleggerire il peso economico alle famiglie che scelgono questo percorso cosa che accadrebbe se i cani da assistenza venissero equiparati a quelli da guida. Inoltre i cani avrebbero accesso ovunque e potrebbero seguire la persona in qualsiasi contesto e assisterla per migliorare autonomia e qualità di vita, senza limiti. In Italia oltre a ciò, non esiste un albo specifico per aspiranti istruttori. La legge potrebbe risultare utile anche per gli addetti ai lavori.

Attualmente i modi per aiutare associazioni come Il Mio Labrador sono molti e permetteranno di vivere esperienze di volontariato attivo e partecipato: si può aderire al programma “Cucciolo in affido”, essere “volontario attivo” o far parte del team “Dietro le quinte” supporter silenziosi e operosi che si fanno carico dell’attività conoscitiva dell’associazione finalizzata anche alla raccolta fondi.

La storia di Sara Gulotta e il suo labrador Iago

Sara Gullotta e Iago

1 Quando e come hai conosciuto l’Associazione il mio Labrador?

S- L’Associazione il Mio Labrador in realtà l’hanno conosciuta i miei genitori tramite web e sono stati loro a mettersi in contatto con Andrea Zenobi perché hanno pensato che il cane potesse essere un’esperienza utile. All’epoca vivevo da sola all’università lontano dalla mia famiglia e avere Iago, un labrador accanto a me, poteva rappresentare una risorsa sia nei momenti quotidiani con le piccole difficoltà come raccogliere oggetti da terra sia come figura e presenza di affiancamento e supporto emotivo e affettivo.

2 – Cosa rappresenta per te il tuo cane?

Un sacco di cose! Quando Iago è arrivato, all’inizio, non mi sentivo affatto pronta a badare a lui come creatura e questa cosa mi ha spinto a prendere più fiducia in me stessa e migliorare alcune parti di me attraverso questa esperienza. Anche solo avere un cane addestrato e fare in modo di mantenere allenati i comandi e i comportamenti che lui ha imparato, significa mettersi in gioco e costruire fiducia reciproca. Devi riuscire a farcela, ho dovuto vincere la mia insicurezza e imparare ad impartire degli ordini, più difficili per me  che per il cane che li vive con naturalezza in una dinamica di relazione e  affetto: all’azione scaturita dal comando segue una ricompensa bella  come le coccole e questo ci ha avvicinati entrambi!

Iago ha migliorato le mie insicurezze e mi ha fatto crescere come persona: quello di un cane è un affetto molto stabile e gratuito, per molto tempo ho sofferto di attacchi di panico e lui è stata una grande risorsa come cane di supporto emotivo non solo di supporto pratico. In questi giorni per esempio, stiamo facendo qualche esercizio per tenere la sua concentrazione un po’ allenata perché in realtà è un pigrone quindi cerco video per conoscere nuovi giochi per attivare il cane e mantenere viva la nostra relazione attraverso metodi divertenti e nuovi che lo inducano a aprire e chiudere i cassetti, raccogliere gli oggetti.

La presenza di un cane addestrato come Iago, ti spinge a superare difficoltà che credi siano molto grandi anche se in realtà banali: raccogliere i suoi bisognini per strada ora non è più un limite perché ho trovato un modello di paletta adatta a noi! Insomma devi ampliare sempre le tue prospettive.

Consiglieresti la tua esperienza, ovvero affidarsi a un cane infermiere altamente specializzato per sperimentare maggiore indipendenza e autonomia?

Mi piace così tanto questo tipo di relazione con il cane che con il tempo non escludo di avere un ulteriore amico a quattro zampe per vivacizzare la nostra quotidianità, non voglio più stare senza cani: è bello avere momenti in cui si passeggia, si sta insieme ma anche momenti in cui si fanno cose insieme.  Io vedo che fare degli esercizi con lui che per me sono utili come farmi portare il telefono (e mi aiutano a  risolvere una piccola difficoltà e sperimentare alcune cose che Andrea Zenobi e il team de Il mio Labrador, hanno stimolato nel cane in un modo), possono essere adattati alle mie esigenze in base all’unicità della relazione che si instaura con l’ animale. Nasce un rapporto simbiotico, una relazione gratuita e infinitamente amorevole. Dormiamo insieme guardiamo la tv insieme abbiamo un rapporto molto stretto. Si prende cura di me in tutto e per tutto, per chi vive una difficoltà è bello sentire che non sei solo.

Abbiamo cominciato a comunicare senza parlare la stessa lingua e ti accorgi che c’è un linguaggio che è proprio dei sentimenti.

Iago è presente in tutto ciò che faccio: all’università veniva a tutte le lezioni, l’ho sempre portato ovunque lo uso anche come esperienza per gli altri. Sono pedagogista, quando interagisco con i bambini e alcuni hanno disturbi dell’apprendimento: lui rappresenta un facilitatore nello studio. Nella mia professione vorrei inserire Iago come partner di vita professionale: per i ragazzini che hanno difficoltà a concentrarsi un cane come lui può essere molto utile e per questo vorrei farlo diventare un compagno a tutti gli effetti su tutti i piani. Anche per questo dico non resterei più senza cane. Perché è una relazione molto viva e molto bella, e da quando c’è lui i miei problemi di ansia e insicurezza sono molto migliorarti perché mi spinge a tirare fuori il meglio di me e in una maniera completamente gratuita e questo è un grande dono.

Nella foto di copertina Sara Gulotta e Iago il giorno della Laurea

Cristina Mignini
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