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Giornalismo costruttivo e delle soluzioni: facciamo la differenza

Mag 3, 2021
giornalismo costruttivo e delle soluzioni


Sono tempi interessanti quelli che stiamo vivendo: se da un lato diminuisce la credibilità del giornalismo, dall’altro le persone cominciano a cercare nuovi sguardi. Sarà che la pandemia ci ha insegnato, tra le altre cose, che siamo tutti parte di una grande comunità e che insieme possiamo risolvere anche ciò che appare più grande di noi. Ma non solo. Il Covid-19 ci ha anche mostrato quello che della stampa non ci sta più bene: manca qualcosa. Manca sempre qualcosa.
Talvolta è una storia, altre volte è una sfumatura, altre ancora è una risposta. Si alternano, uno via l’altro, articoli che lasciano spazio a troppe domande nei lettori e nelle lettrici. E non sto parlando di domande costruttiva ma di dubbi, incertezze, paure e frustrazioni. Tutto ciò che non ci rende esseri umani migliori.

Il giornalismo che ascolta le persone


Ma le persone lo sanno. Lo hanno compreso e iniziano a guardare altrove. Nei giorni scorsi i nostri amici del Solutions Journalism Network, che ci hanno permesso il lancio di questo magazine e che sostengono il nostro lavoro in Italia, hanno rilasciato una ricerca che racconta dei numeri molto interessanti. Le 638 persone intervistate (18-54 anni, di tutti i generi, professioni e diverse classi sociali) hanno definito il giornalismo costruttivo e delle soluzioni come un giornalismo affidabile e interessante. L’indagine, condotta dalla società di ricerche sui media SmithGeiger, ha evidenziato che il 51% degli intervistati ha affermato di preferire le storie di giornalismo delle soluzioni (di questi il 53% appartiene alla fascia di età 18-45 anni e il 47% alla fascia di età 45-54 anni). Il 32% degli intervistati, invece, ha dichiarato di ritenere che siano più interessanti le storie incentrate sul problema. L’83% degli intervistati, inoltre, ha affermato di fidarsi delle storie di giornalismo delle soluzioni mentre il 61% ha dichiarato che questo tipo di narrazione è più interessante da leggere e ascoltare. Solo il 55% ha affermato di avere più fiducia nelle storie orientate solo al problema e il 54% le trova più interessanti.

Interessante è notare che per le persone coinvolte nell’indagine pubblicata ad aprile 2021 hanno affermato che le storie di giornalismo costruttivo e delle soluzioni:

  • Aiutano a fare la differenza nella mia comunità (dal 42% al 25%)
  • Garantiscono la profondità delle informazioni (dal 41% al 30%)
  • Forniscono un nuovo approccio (dal 40% al 25%)
  • Raccontano ciò che conta (dal 37% al 28%)
  • Offrono la qualità della narrazione (dal 37% al 30%)

Contesto, problema, soluzione e lezione imparata


Il giornalismo costruttivo e delle soluzioni, che il Constructive Network sta divulgano in Italia in collaborazione con il Solutions Journalism Network, è in grado di fare meglio e di incrementare il coinvolgimento dei lettori. Proponendo una narrazione che si basa sul contesto, il problema, la soluzione e la lezione da imparare tiene incollati i lettori all’articolo. Ce lo dicono anche i nostri sostenitori: leggono volentieri, cercano nuovi punti di vista e ci credono con noi. Sono due i pregiudizi del nostro tempo che abbiamo totalmente ribaltato: le persone non leggono testi lunghi e le persone non vogliono storie di buona informazione. Non è così. Abbiamo tutti una gran sete di soluzioni, anche quando si tratta di problemi sociali di grande entità. E siamo disposti a leggere se la narrazione si fa intrigante.


Prima lo capiamo, prima possiamo offrire ai nostri lettori e alle nostre lettrici l’informazione di cui hanno bisogno.


Questo articolo è stato scritto per la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2021 Segui l’hashtag #GNIC2021 per scoprire gli altri contenuti della giornata

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