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Di giovani, Sud Italia e creatività

Giu 3, 2024 , ,
giovani sud

Sono molti i giovani che fanno fatica a rimanere nel proprio territorio, sia inteso come Paese che come regione o città.
La situazione di difficoltà è più marcata al Sud, scenario da sempre protagonista di emigrazione.

Secondo i dati ISTAT “Nel 2023 in Italia si contano circa 10 milioni e 200mila giovani in età 18-34 anni; dal 2002 la perdita è di oltre 3 milioni di unità (-23,2%).
L’Italia è il Paese Ue con la più bassa incidenza di 18-34enni sulla popolazione (nel 2021 17,5%; media Ue 19,6%).

L’inverno demografico italiano

I giovani sono i veri protagonisti del cosiddetto inverno demografico: essi diminuiscono mentre la popolazione aumenta (+3,3% dal 2002 a oggi).
È un fenomeno attivo fin dai “baby-boomers” (nati fra il 1956-65), ma che ha subito un’accelerazione a partire dai cosiddetti “millennials” (nati fra il 1981-‘95).

Il Mezzogiorno d’Italia presenta una perdita accentuata di popolazione giovanile. Attualmente, la quota di giovani (18-34 anni) è maggiore nel Mezzogiorno (18,6%) rispetto al Centro-nord (16,9%), ma nel primo caso la flessione è molto severa (-28% dal 2002). Si prevede che nel lungo periodo (2061) gli ultra-settantenni saranno il 30,7% della popolazione residente nel Mezzogiorno (18,5% nel Centro-nord)”.

Secondo le statistiche, il passaggio dei giovani di oggi verso l’età adulta è diverso rispetto ai giovani del passato perché, a causa soprattutto della precarietà lavorativa, sono diversi i tempi in cui si esce definitivamente dal nucleo familiare per formarne uno proprio; il tempo è più dilatato.
Questo aspetto ha un’elevata incidenza sul ciclo biologico e conseguentemente sulla componente demografica.

I millennials meridionali

I giovani millennials meridionali, ovvero i nati tra il 1981 e il 1995 sono più istruiti, hanno una formazione superiore al diploma; un maggior numero di giovani frequenta l’Università e consegue un titolo di studio universitario.
“Nel Mezzogiorno nell’a.a. 2021-22 si registrano 58 immatricolati per 100 residenti con 19 anni (56 nel Centro-nord); 47 iscritti ogni 100 19-25enni (41 nel Centro-nord); 22 laureati (anno solare 2022; I e II ciclo) ogni 100 23-25enni (19).
Le immatricolazioni aumentano soprattutto nelle Regioni con alta disoccupazione e basso Pil pro-capite (fra il 2010 e il 2022: Sicilia +15,6 punti; Sardegna +13,6; Calabria +10,9; di contro: Lazio +8,4; Lombardia +5)”.

Molti giovani dal Sud emigrano verso le regioni del Nord o del Centro per studiare o per trovare un’occupazione dopo la laurea: “(il 28,5% dei meridionali si iscrive in atenei del Centro-nord), sia alla laurea (39,8% in atenei del Centro-nord), sia nel post-laurea (dopo 5 anni solo il 51% lavora nel Mezzogiorno)”, determinando una graduale perdita di figure professionali competenti utili per il Mezzogiorno.

Qui, purtroppo, le statistiche confermano un tasso di disoccupazione preoccupante “(23,6%; 9,1% nel Centro-Nord) e un marcato impoverimento demografico di 18-34enni (dal 2002 a 2022: Sardegna: -39,8%; Calabria: – 32,2%), la maggiore estensione delle transizioni familiari (30-39 anni che vivono in famiglia: Sardegna 37,8%; Campania 35,1%; Calabria 34,6%), un’alta consistenza di NEET (Calabria 35,5%, Campania 34,7%, Sicilia 33,8%).

Oltre un giovane su due (51,5%) è insoddisfatto della situazione economica (40,7% nel Centro-Nord) e un terzo la considera peggiorata (35,6%).
Oltre un giovane meridionale su cinque (21,8%; 15% nel Centro-Nord) si dice insicuro verso il proprio futuro.
L’insicurezza aumenta nelle regioni con basso Pil pro-capite e alta disoccupazione: è minima in Piemonte (12,3%) e Veneto (14,9%), massima in Sicilia (27,9%), Calabria (25,1), Sardegna (22%) e Puglia (21,6%)”.

Quando il dono della natura incontra il senso di responsabilità

Nonostante questo movimento dal Mezzogiorno, ci sono luoghi che offrono una speranza ai giovani del Sud creando progetti costruttivi e dando loro la possibilità di scegliere se restare nel proprio luogo di origine oppure no.
Inoltre, insegnano a fare dei sogni la realtà. È il caso di una realtà pugliese che fa del costruire una vera e propria parola d’ordine e una missione di vita.

Domenico Scordari

In Puglia, Domenico Scordari, imprenditore di Martano, self-made man di grande energia e intraprendenza, ha trasformato il suo territorio in un tesoro umano.
Fin dall’infanzia, Scordari ha sentito un forte richiamo dalla natura, per lui fonte di saggezza e maestra di vita.
Cresciuto a Martano, piccolo paese del Salento, il Ceo si è nutrito fin da bambino dei valori della sua terra e della sacralità del sapere contadino, custodito dentro di sé per dare vita, in seguito, alla N&B Naturalis is Better, azienda di prodotti cosmetici e soluzioni naturali a base di Aloe Vera e principi attivi tratti dalle piante.

Leader nella cosmesi green, produttrice da 30 anni di soluzioni naturali e cosmetiche in private label tailor made, nutrimento per la pelle personalizzato ad hoc per aziende di tutto il mondo, la N&B crea prodotti naturali per migliorare la vita e il benessere delle persone, rispettando e difendendo sempre l’ambiente e Madre Natura.

Cura della pelle e dell’anima, quindi, a partire dalla pianta fino al prodotto cosmetico: la filiera parte dalla coltivazione bio delle materie prime coltivate nella tenuta NATURALIS AZIENDA AGRICOLA e procede con l’estrazione dei principi attivi per realizzare i prodotti, i quali nascono dall’aloe, dall’olio di oliva, dal vino, dal grano, dalle arance e perfino dal tabacco.
Per le loro peculiarità, i prodotti di N&B hanno vinto i più importanti premi internazionali, tra cui il prestigioso Cosmoprof Award, l’Oscar della cosmetica e la certificazione B-Corp, elemento distintivo dell’attenzione al pianeta e alla biodiversità.

Il green concept

Per realizzare il suo naturale progetto aziendale, modello di economia rigenerativa e di agricoltura biologica, l’imprenditore salentino, ambasciatore del green concept, è partito dai suoi valori: l’attenzione al prossimo e all’ambiente, la semplicità e la ricchezza della natura, il senso di responsabilità verso sé stessi e gli altri, l’etica, la cura e il rispetto del territorio, la sostenibilità.

La sua realtà aziendale è un riflesso del suo mondo interiore: “I valori che muovono la mia azienda sono quelli che muovono me come persona, condivisi con un team che cerca di portarli all’ennesima potenza.
I valori che devono muovere noi come persona e come azienda devono essere proiettati alla responsabilità e soprattutto dobbiamo guardare le cose con lo stesso sguardo di quando eravamo più giovani, per portare quelle emozioni e quei valori nella guida del progetto aziendale che, a prescindere dai risultati economici, ha l’obiettivo di avere un impatto positivo sulla comunità, sui ragazzi, sul mondo intorno a noi”, dichiara l’imprenditore.

La N&B è in costante movimento verso l’innovazione, è alla ricerca di nuove formule e di nuove sfide ed è attenta alla lettura e all’interpretazione dei mercati. L’azienda lavora in oltre60 Paesi nel mondo, dalla Germania al Giappone, dai Paesi nordici alla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti all’Australia, dal Canada alla Polonia; presenta una produzione di 9 milioni di prodotti all’anno, un export che ha raggiunto l’ 80% e un fatturato complessivo di quasi 12 milioni di euro. Sono numerose le connessioni e le partnerships con essa.

Il Naturalis Bio Resort & Spa

L’elemento della Natura, dell’Armonia, della Bellezza e della Sostenibilità hanno portato anche alla creazione di Naturalis Bio Resort & Spa, oasi di ospitalità e di Slow Trip Experience.
Il Resort nasce da un borgo contadino del XVIII secolo trasformato in una masseria che è diventata meta di turismo internazionale di alto livello.
Premiata con il GREEN TRAVEL AWARD come migliore struttura ricettiva Bio in Italia è immersa nella natura ricca e profumata.

La forza dell’impegno sociale: terra, sogni e valori

I giovani di Martano hanno trovato nella N&B un luogo importante di condivisione, crescita e formazione. L’azienda ha da tempo messo in atto una serie di iniziative sociali fondamentali per il sostegno della comunità dei giovani salentini.
Nel 2019 è nato il progetto ALOE PER IL SOCIALE e nel 2020 “Aloe for future” rivolto al gruppo di minori della Comunità Educativa “Domenico Savio” sita in Corigliano d’Otranto, gestita dall’A.P.S. “Piccoli Passi Grandi Sogni Onlus”, associazione composta dai salesiani Don Bosco.

Vengono svolte attività formative rivolte all’accoglienza dei ragazzi con situazioni di disagio dal punto di vista personale e familiare.
L’obiettivo è quello di accompagnarli nel cammino di vita, aiutandoli a sviluppare e a raggiungere una maggiore autonomia e fiducia.

In questo progetto di grande spessore umano, culturale e identitario, il ruolo della Naturalis is better è quello del reinserimento sociale dei ragazzi della Comunità Famiglia dei Salesiani, affinché possano trovare nell’azienda un punto di ripartenza e di riferimento per la propria crescita lavorativa, sviluppando anche il senso di autoefficacia e di appartenenza, costruendo la propria identità e i propri sogni.
Molti giovani svolgono nell’azienda, in particolare nei laboratori di Ricerca e Sviluppo, un periodo di tirocinio formativo, accompagnati da tutor professionisti che permettono loro di seguire le varie fasi della filiera produttiva a km0.

Nel racconto della sua attività e di quella della sua squadra, Scordari si esprime con parole precise e determinate.
Comunica fortemente il valore dell’accoglienza verso la vita e le nuove generazioni, il valore educativo dell’esempio e della responsabilità: “Si possono dare degli stimoli e degli esempi, ma ogni singola persona deve imparare ad affrontare le proprie paure e le proprie responsabilità. Inoltre, bisogna stimolare i ragazzi a credere nei propri sogni. Solo chi sogna può ottenere i risultati!”.

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Alla domanda Che valore conferisce alla terra, quindi al proprio luogo di origine? La risposta dell’imprenditore è stata:
“Il valore e il legame che ho sempre dato alla mia terra è fondamentale per tutte le scelte che ho fatto fin da ragazzino.
Il valore per me è massimo, perché questo territorio mi ha sempre trasmesso energia bella e positiva. Ho sempre visto e percepito in questo luogo più opportunità che limiti.
Pur sapendo che per una serie di motivi geografici e politici viene interpretato come il territorio dei limiti, abbiamo voluto superarli, perseguendo in maniera costante un sogno: quello di stimolare, partendo dalla storia di questo posto che ha una cultura di ospitalità e si basa sull’economia dell’agricoltura e dell’artigianato, un concetto di produzione artigianale con cui andare a conquistare il mondo”.

Secondo lei, qual è il ruolo del territorio nella formazione individuale e collettiva dei giovani?

Nella formazione dei giovani il territorio oggi ha uno spazio, a mio avviso, limitato. Dovrebbe riuscire ad impattare di più!. Questo credo debba essere un elemento comunicativo che è una responsabilità particolarmente del sistema educativo e delle scuole. Molto spesso i ragazzi soffrono di questo scarso legame con il territorio perché non ne conoscono le caratteristiche. Io credo che un elemento fondamentale potrebbe essere quello che la scuola e la famiglia trasmettano al meglio i valori, la bellezza e la storia del territorio, perché da qui possono nascere ispirazioni, idee e formazione di cui il mondo ha bisogno”.

Attraverso quali modalità si è strutturato il progetto di cui è ideatore e curatore? Sta funzionando?

Il progetto Martano città dell’Aloe e Aloe per il sociale si è strutturato in linea con la nostra mission, siamo un’azienda certificata B-corp quindi crediamo che sia responsabilità dell’individuo e dell’azienda, in qualità di soggetto economico, di impattare positivamente sul territorio e di cambiare il trend e la storia dei luoghi. L’idea di partenza risale a molto tempo fa, abbiamo voluto coinvolgere le amministrazioni locali e ciò è un esempio di unione di intento tra il privato e il pubblico, elemento che permette di far funzionare molte cose. Il progetto sta funzionando perché ha cambiato la storia e l’identità del luogo, la reputazione e la bellezza dei luoghi; ha stimolato le persone a curare la propria bellezza. Anche i giornalisti e alcune realtà televisive hanno dato spazio a questa bellissima iniziativa. L’obiettivo è più siamo e più valiamo. Vogliamo essere precursori di questo modo di agire e di fare”.

Concretamente, come riesce a trattenere i giovani?

“Racconto ai giovani di come ho affrontato le mie paure, racconto di essere una persona che è stato un giovane e che ha dovuto affrontare le proprie paure proprio come fanno loro. Quando ho la possibilità di parlare con le next generation cerco di stimolare e di nutrire i loro sogni perché solo chi sogna può ottenere risultati sempre più interessanti”.

Quali sono le difficoltà che si riscontrano?

“Le difficoltà riscontrate inizialmente sono state quelle di raccontare ai giovani questa esperienza, perché spesso si approcciano con un atteggiamento di sfiducia, proprio perché le istituzioni non trasmettono questo tipo di valore. Tuttavia, pian piano si è passati ad una maggiore apertura e comunicazione. Se uno si ferma di fronte alle difficoltà nello sviluppo di un progetto sociale non c’è più futuro per il mondo; eravamo pronti a superare qualsiasi difficoltà!”.

A chi è rivolto il progetto? E in che modo questa iniziativa sociale affianca le famiglie e le istituzioni?

“Famiglie e istituzioni sono il punto di forza per affrontare ogni difficoltà, quindi questa è un’iniziativa che supporta pienamente il territorio, le famiglie, i ragazzi, le persone in difficoltà a cui dobbiamo dedicarci con attenzione.

A prescindere dal successo economico, il successo del nostro fare azienda è quello di avere un impatto positivo sui giovani e sul nostro pianeta. Non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo cambiare quello  intorno a noi!

Come mio figlio: la delicatezza della narrazione e l’arte per la comunità

Il 18 Dicembre 2023 si è tenuta all’interno del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce la Prima Assoluta del Documentario Cinematografico “Come mio figlio” del regista e attore Gabriele Greco.
Il film è tratto da una storia vera ed è ispirato e modellato sul progetto “Aloe per il sociale”, curato dall’azienda cosmetica N&B Natural is Better.

È stato girato nei laboratori di ricerca N&B e nell’antico borgo contadino di Naturalis Bio Resort.
Dopo la Prima, il regista l’ha presentato al cinema delle province di Lecce. Da aprile sarà su Amazon Prime.
Proiettato nelle sale salentine e nelle scuole della Puglia a partire da gennaio 2024, “Come mio figlio” è il simbolo dell’attenzione rivolta dall’azienda ai giovani del Sud. Nel film, Domenico Scordari interpreta sé stesso.

Una narrazione delicata e non celebrativa quella adottata per presentare questo progetto artistico e sociale, fondamentale per il bene della comunità. Il film non è una celebrazione dannunziana della Puglia, ma è la storia, ambientata nel Salento, di un ragazzo di 17 anni, Roger.

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Il giovane frequenta l’ultimo anno scolastico, non ama studiare e trascorre le mattinate a bordo del suo skate. È un ragazzo che soffre per la mancanza di una famiglia: la madre lo ha abbandonato poco dopo la nascita, con il padre, invece, non ha un buon rapporto.

Dopo gli esami di maturità Roger sogna di trasferirsi a Londra per diventare un famoso deejay; non ha nessuna intenzione di lavorare nella falegnameria di famiglia!. A causa dei continui litigi con il padre viene trasferito in un centro di accoglienza. Qui conosce Artsion e Aldo, due ragazzi che come lui hanno alle spalle un’infanzia complicata. Roger rischia di non essere ammesso agli esami di maturità ed è costretto a frequentare un percorso di alternanza scuola-lavoro presso una nota azienda che realizza cosmetici a base di Aloe.

Domenico, proprietario dell’azienda, accoglie il ragazzo nella meravigliosa masseria in cui dovrà svolgere il suo lavoro. In questa tenuta agricola, Roger conosce Alessia, una bella ragazza che frequenta un corso di formazione. I due iniziano a frequentarsi.
Domenico propone a Roger e agli amici della comunità di lavorare alla creazione di un nuovo prodotto cosmetico: i ricavati verranno interamente devoluti al centro di accoglienza. Dopo mesi di sacrifici e duro lavoro, Roger è molto cambiato.
Grazie all’aiuto di Alessia è riuscito a diplomarsi ed è tornato a vivere con il padre.
Ha deciso di continuare a vivere nella terra in cui è nato, luogo che sta imparando a conoscere.
Una terra dove è ancora possibile realizzare i propri sogni.

Il film nasce da un incontro tra il Dott.Scordari e il regista Gabriele Greco.
I due si conoscono da diversi anni e nel tempo hanno avuto modo di condividere valori ed esperienze. Greco, famoso attore di fiction, ha esternato l’idea di fare un primo film da regista.
Nella realizzazione del prodotto artistico, ha saputo cogliere le sfumature di vita dei giovani e l’importanza educativa per loro di incontrare figure adulte che rappresentino un bussola per orientarsi nel mondo.

Io mi sono emozionato nel vedere l’attenzione con cui i ragazzi hanno assistito a questo film.
Qui c’è la maestria di Gabriele Greco. Ho avuto il piacere di interpretare me stesso e non è stato difficile, devo dire.
Credo che la visione del docufilm abbia suscitato molte riflessioni nei ragazzi e li abbia portati a fare delle scelte attente.
L’obiettivo finale non è quello di dire di non andare via, ma quello di comunicare che qualcuno in questo territorio ha probabilmente la possibilità di scegliere se restare o se partire, oppure se partire per tornare. Ma non scappare pensando che in questo luogo non accada nulla.
Io sono l’esempio chiaro di come, restando e credendo nei propri sogni, si possa fare la differenza”, afferma il Ceo e founder dell’azienda.

Questa storia ci insegna il valore dei valori: perseguire con fiducia un sogno per trasformarlo in realtà, una realtà costruttiva e volta ad accogliere e a stimolare la creatività giovanile, al fine di trasformare i limiti in possibilità e speranza.

Antonella Ferro
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