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La responsabilità giornalistica

Apr 8, 2021
Giornalismo e responsabilità

Sono cresciuta con il mito di Lois Lane e Clark Kent; reporter super-eroi in grado di sconfiggere i cattivi e di svelare le loro malefatte a suon di titoloni e prime pagine tra gli applausi di colleghi e lettori del Daily Planet. Giornalisti impavidi e sempre alla ricerca della verità con il forte senso del dovere nei confronti della loro comunità.

Ho sempre visto il giornalismo davvero come il quarto potere descritto da Orson Welles in quello che ritengo il più grande capolavoro della storia cinematografica realizzato per descrivere la nostra professione. Un Quarto Potere che, però, a mio avviso, non deve essere al servizio dei “grandi”, ma dei “piccoli” o, ancor meglio, proprio della “comunità”.

Quando ho conosciuto il Constructive Network e, grazie ad Assunta Corbo, ho preso coscienza del solutions journalism, mi sono sentita finalmente a casa. Nel 2015 ho infatti deciso di abbandonare il giornalismo tradizionale e la nera a favore di un altro tipo di narrazione, volta alla soluzione e al portar fuori dall’oscurità le eccellenze italiane, i nostri punti di forza. Il mio percorso nel brand journalism è iniziato cosi e poi, dopo anni di nomadismo relazionale ecco il network. Il giornalismo costruttivo non è giornalismo positivo, ma è la dimostrazione che non sono solo le “bad news” ad essere apprezzate dai lettori. Noi giornalisti siamo cresciuti con questo “mito” delle cattive notizie, dei morti, degli scandali e del “marcio” per far comprare i giornali e per far fare click alle news online.

Giornalismo: cosa chiede il lettore?

Ma è davvero questa l’unica via perseguibile per fare un giornalismo di successo? Gli utenti vogliono sul serio leggere solo questo tipo di informazione o vogliono approfondimenti, vogliono “sapere il perché” dietro alla notizia? La pandemia ha messo tutti noi attori della comunicazione di fronte ad un bivio: “cavalcare” il dramma collettivo per “vendere di più” e fare leva sulla pancia dando un’informazione quasi telegrafica e minuto per minuto di ogni singolo numero e dato riguardo al Covid-19 oppure provare a dare risposte e contestualizzare. Attraverso NEWS48 siamo schierati dalla seconda parte; è nostro dovere di professionisti dell’informazione rendere un servizio attento, completo e che offre punti di vista diversi alla nostra comunità. Spesso non ci rendiamo conto di quanto un articolo di giornale possa impattare nella quotidianità di tutti noi; che ci piaccia o meno noi siamo in grado di influenzare l’opinione pubblica su cosa “è bene” e su “cosa è male”. Ecco perché penso che il giornalista oggi, abbia un ruolo di grande responsabilità e che quindi debba usarlo al meglio. Rimanendo in tema “Comics”, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, diceva Ben Parker: oggi la nostra è quella di fare ordine in mezzo al caos informativo che viaggia in rete.

Ecco perché questo magazine, il nostro network, è una grande opportunità anche per gli addetti ai lavori: qui non ci sono “ordini” da rispettare, non ci sono linee imposte dall’alto da seguire né tantomeno vincoli di spazio e di argomento. L’unica regola da seguire è quella di perseguire un’informazione costruttiva che sia in grado di offrire spunti a chi legge e sia in grado di stimolare dubbi e domande. Su NEWS48 si parla di soluzioni, ma si elencano anche i limiti e gli insuccessi.

Per dare un nuovo volto all’informazione italiana, per cambiare ciò che non ci piace, ciò che stona e che non vibra più come una volta nelle nostre corde, dobbiamo in primis metterci in gioco noi attori che ne facciamo parte; le grandi rivoluzioni partono dal “basso” e in punta di piedi. Sono ancora convinta che questo sia il mestiere più bello del mondo proprio per il super-potere che ha: portare conoscenza, di qualsiasi tipo e di qualsiasi genere. E la conoscenza può cambiare la vita.

Michela Trada
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