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Essere multipotenziale: cosa significa

Nov 28, 2022
essere multipotenziale

Di recente si sente parlare spesso di multipotenzialità, pur essendo un tema ancora lacunoso, in quanto non si comprende fino in fondo il reale significato. L’essere multipotenziale infatti viene confuso con l’essere multitasking, ma si tratta di due caratteristiche differenti.

Il termine multitasking deriva dall’informatica ed è la capacita di un sistema operativo di fare più cose contemporaneamente, traslato sulla persona si definisce multitasking chi fa più cose nello stesso momento, termine spesso attribuito al genere femminile.

La multipotenzialità invece è la capacità di appassionarsi a più attività o discipline, specializzarsi, acquisirne la competenza e creare interconnessioni.

A partire dal 2015 la multipotenzialità ha iniziato ad essere maggiormente conosciuta grazie ad Emilie Wapnik coach, blogger ed imprenditrice che con il Ted Talk “Perché alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione” ha sdoganato il termine e dichiarato al mondo che, chi ha mille passioni non è una persona inconcludente, ma semplicemente una persona curiosa, che vuol arricchire le sue conoscenze e le sue capacità.

Un’Associazione per i multipotenziali

Purtroppo sui multipotenziali ci sono molti pregiudizi, per questo nel 2022 è nata In Italia la prima associazione di multipotenziali fondata sul principio cardine: “Un’Associazione di Multipotenziali FATTA da Multipotenziali”. Questa Associazione oggi è un punto di riferimento per multipotenziali consapevoli e inconsapevoli che stanno cercando di capirne il valore.

Perché nasce addirittura la necessità di dare vita ad una associazione sulla multipotenzialità? “È nata da un’esigenza comune: avere un’unica voce, e farla sentire. La community cresceva, e sempre più forte era la necessità di farsi ascoltare. Molti di noi hanno difficoltà a far comprendere agli altri la propria multipotenzialità, dai parenti più vicini al datore di lavoro. Il fatto di costituire un’Associazione poteva darci la possibilità di parlare alla società intera con un’unica voce, forte e unita, e di tutelare e rappresentare le persone multipotenziali in diversi contesti sociali.

La radice di questa volontà sta nella nostra visione: un punto fermo che possa creare una società in cui le persone Multipotenziali possano valorizzare le loro multi-passioni e realizzare i loro progetti, nella vita e sul lavoro. Un’Associazione no profit ci sembrava il modo migliore e più trasparente per farlo.”

Riconoscersi multipotenziali non è semplice, perché fin da bambini ci è stato insegnato a far bene una sola cosa e portarla avanti per tutto il nostro percorso professionale, per questo sentire l’esigenza di assecondare più passioni può destabilizzare.

Per i multipotenziali è fondamentale poter allenare più competenze, poter arricchire le proprie esperienze, l’elemento principale di un multipotenziale infatti è la curiosità, il motore trainante.

L’associazione aggiunge: ” Sono persone caratterizzata dalla tendenza di approfondire più discipline nel corso della propria vita, anche appartenenti a settori molto diversi tra loro. Hanno spesso la capacità di creare interconnessioni e punti di contatto talvolta innovativi tra le discipline e le persone. È stato definito negli anni anche uomo rinascimentale, eclettico, poliedrico, contaminato, integratore. Una persona multipotenziale, come abbiamo detto, ha degli aspetti positivi molto utili e rilevanti in una società mutevole, fluida e composita come quella attuale, ma deve affrontare anche dei limiti, soprattutto in termini di credibilità e spendibilità professionale, a causa di pregiudizi che speriamo di superare insieme a tutti i nostri associati.

È difficile dare un numero, anche solo indicativo di quanti sono i multipotenziali oggi in Italia perché?  “Tanti multipotenziali non conoscono nemmeno questo termine e non sanno di esserlo. Molte persone che entrano nella community ci dicono che fino a un attimo prima si sentivano sbagliate e fuori posto, finché non hanno capito che non sono sole a sentirsi così. Al momento ne abbiamo incontrate decine, conosciute centinaia e individuate migliaia, i multipotenziali sono molti di più di quanto pensiamo.”

Possiamo parlare di benefici nell’essere multipotenziali, ma per darne il giusto valore bisogna raccontarli, perché ad un primo approccio possono non essere riconosciuti come tali. L’Associazione ha ben chiaro l’importanza di questo tema e si prefigge lo scopo di valorizzarli: “Uno tra i benefici più importanti è saper creare interconnessioni tra le discipline che si approfondiscono, trovando soluzioni alternative e creando innovazione. Inoltre, avendo esperienza in diversi settori, il multipotenziale ha anche un’ampia visione d’insieme, che può essere utile se svolge un ruolo come il project manager, il facilitatore o il growth hacker. Grazie alle sue competenze in vari ambiti, infatti, sa cosa significa fare un certo mestiere, quante risorse umane, di tempo e di energia richiede, quali sono i punti critici a cui fare attenzione, riuscendo a organizzare e gestire bene anche situazioni complesse. E poi, metti il multipotenziale a fare qualcosa di nuovo e sarà pronto a cambiare, a studiare ogni dettaglio e mettere in pratica la prima possibile ciò che ha imparato” -ma non è tutto – “Abbiamo notato che i multipotenziali hanno una forte tendenza a voler lavorare insieme, condividere con gli altri le proprie conoscenze e confrontarsi per trovare soluzioni originali.”

Nonostante tutto questa valore sia coerente con una società fluida che richiede competenze sempre diverse, oggi i Multipotenziali incontrano molte difficoltà: “Un multipotenziale deve affrontare lo scetticismo e la mancanza di comprensione da parte di chi gli sta attorno, spesso anche dalle persone che gli sono più vicine. La famiglia, come la scuola e il mondo del lavoro, insistono sul fatto che l’unica via percorribile sia scegliere una strada sola e seguirla per tutta la vita. Di fronte a questo dettame, il multipotenziale non può che sentirsi in gabbia, sbagliato e fuori posto. In una società liquida e in continuo cambiamento, però, questo principio sembra anacronistico. Eppure, ci si sente dire queste parole sin dai primi anni di vita e un multipotenziale ne soffre forse più degli altri”

Le difficoltà di chi si riconosce nella multipotenzialità

Un altro limite, forse il primo fra tutti che la società pone verso la ulmtipotenzialità, è il pregiudizio: “C’è chi considera i multipotenziali come fanatici che si spacciano per supereroi, chi come tuttofare che in realtà non sanno fare niente. I multipotenziali non sono né l’una né l’altra cosa, ma è difficile farlo comprendere a chi non lo è. Il multipotenziale è semplicemente una persona curiosa e pronta a mettersi in gioco, che si appassiona a molte discipline e le approfondisce, alcune di più altre meno, ma sempre con la volontà di creare tra esse punti di contatto e connessioni innovative” – aggiunge- “La volontà di far nascere questa Associazione è la risposta a tutte le difficoltà che può incontrare un multipotenziale creare una società in cui le persone multipotenziali possano valorizzare le loro multi-passioni e realizzare i loro progetti, nella vita e sul lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, promuoviamo la multipotenzialità in Italia favorendo l’incontro tra multipotenziali consapevoli e realtà che sanno valorizzarne le competenze.

Da un lato lavoriamo con i multipotenziali, stimolando il confronto tra loro, per renderli più consapevoli e abili nel gestire le loro passioni, raggiungendo ragazzi, insegnanti e scuole per comprenderne le potenzialità, dall’altro raggiungendo realtà come E-Made Pro, un’azienda torinese composta solo da donne multipotenziali, attiva per mettere a valore le loro competenze.”

Marianna Esposito
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