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Edicola: c’era una volta… e la storia continua

Mar 25, 2024
edicola

«Scendo a prendere i giornali». Quante volte l’ho ripetuto.
«Sono in edicola, mi dai cinque minuti, esco e ti richiamo».
E invece poi i minuti diventavano trenta, perché in quell’edicola mi perdevo, attratta da decine e decine di riviste.
Curiosavo tra le testate, ne sfogliavo qualcuna, altre le guardavo indecisa se comprarle o meno.
Ne uscivo poi con una pila ben alta, altro che mazzetta che un tempo si trovava sulle scrivanie delle redazioni…E un bel po’ di soldini investiti, peggio che andare al supermercato a fare la spesa.
Il mio acquisto giornaliero.

Oppure mi fermavo a chiacchierare con gli altri avventori, dando anche qualche consiglio su che tipo di giornale prendere.

Durante il lockdown poi, all’edicola ci andavo anche tre volte al giorno, con la scusa di poter uscire e respirare un po’ d’aria.

Ho ripensato a questo rito quotidiano, che nel tempo ha perso di intensità, mentre mi aggiro per la città di Potenza – sono qui per una docenza in un corso di formazione sulla comunicazione turistica – e vedo proprio di fronte al mio bed and breakfast un chiosco-edicola con le saracinesche abbassate e una scritta dipinta sopra un giornale aperto “C’era una volta… e la storia continua”.
Intorno nuvolette bianche, un arcobaleno e palline colorate.

Le edicole italiane sono in difficoltà

Ecco. C’erano una volta le edicole, tante… Oggi molte hanno chiuso, altre sono in difficoltà.
Uno studio di Unioncamere evidenzia come, dal 2019 al 2023, siano scomparse 2.667 edicole, con una media di quattro al giorno.
Su tutto il territorio nazionale ne sopravvivono circa 13.500 (nel 25% dei Comuni italiani non ce ne sono più) e sei su dieci realizzano utili inferiori ai 10mila euro annui.

Anche questa nella mia Basilicata, mi dicono, è chiusa da un po’ e da qualche mese ha “chiuso i battenti” anche un’altra storica, a due passi da Piazza del Sedile e dal tempietto con la statua di San Gerardo, il protettore cittadino.
Cambiando provincia, a Matera, nel mio paese d’origine – San Mauro Forte – i giornali non ci sono proprio più da nessuna parte e le volte che ci torno per qualche giorno o una settimana è davvero un’impresa recuperarne uno. Ho bisogno sempre di un’amica che me li acquisti nella città dei Sassi.

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La mia di fiducia a Bologna, dove vivo, ha sempre meno giornali (colpa della distribuzione, dice il mio edicolante, ma anche delle persone che non li chiedono più), e sempre più figurine, giocattoli, e persino un piccolo frigo bar con le bottigliette di acqua fresca.
Ed è anche un punto per spedire pacchi, ricevere il corriere per le cialde del caffè, prenotare biglietti a teatro, fare fotocopie e ricariche telefoniche. Un piccolo bazar insomma.

Del resto la graduale crisi della carta (soprattutto dei quotidiani, ma anche dei settimanali che si stanno trasformando in quindicinali), il proliferare delle testate on line, ha mandato in rosso le vendite, costringendo gli edicolanti a correre ai ripari. Che però non sempre bastano.

Altro che perdermi e starci mezz’ora… adesso il tempo è di cinque minuti appena. E quanta nostalgia per quel passato così recente.

Negli ultimi anni, tutti i principali quotidiani hanno registrato una diminuzione media del 10% nelle vendite, secondo i dati di ADS (Accertamenti Diffusione Stampa, un’azienda che verifica le vendite, sia digitali che cartacee, dei giornali).

C’erano una volta le edicole… e la storia continua

Eppure, e per fortuna, ci sono gestori che non mollano. Si organizzano. Diventano punti di riferimento per quartieri e paesi. Come a Vibo Valentia, in Calabria, dove l’edicola in centro, di fianco alla Biblioteca Comunale di via J. Palack, è diventata anche una libreria, con titoli legati al territorio, editati da una casa editrice locale.

La città di Milano, stando sempre ai dati, è scesa sotto le mille edicole, poche su un milione e quattrocentomila abitanti, con un calo del 20%. Ma anche sotto la Madonnina c’è chi fa scelte coraggiose.

Paolo Iabichino, pubblicitario creativo, ha deciso di salvare una edicola molto importante a Lambrate che pulsa di senso di comunità. Ha rilevato la licenza insieme a Michele Lupi che realizza progetti culturali per una rivista di moda e lavora con Della Valle e Alioscia Bisceglia, leader della band musicale Casino Royale.
I tre hanno ristrutturato Edicola Lambrate (data in gestione) insieme a tutto il quartiere per ridare una dignità alla carta, che non significa stare lontano dal digitale, e per proporre un modello per altre edicole. Il progetto è quello di diventare anche un punto di riferimento per i giovanissimi, che spesso in un’edicola non sono mai entrati.

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Sempre a Milano, Fabrizio Pastori, geometra ed ex agente di commercio, ha deciso di festeggiare i suoi quasi 50 anni, puntando al piano B. A un sogno di bambino. Ha preso in gestione il chiosco di piazza Sei Febbraio – dove comprava i suoi Topolino – incastonato tra i grattacieli di CityLife e il Palazzo delle Scintille. L’obiettivo è rimettere in funzione almeno 12 chioschi entro fine anno, con il supporto della società Quotidiana (la più grande rete di edicole nelle principali città italiane).

A tutto questo va aggiunto l’incentivo previsto dal Governo: un bonus per le edicole che si rinnovano. Questo sostegno può arrivare fino a 2.000 euro, mentre per specifiche aree interne l’importo può incrementare fino a 3.000 euro.

Insomma, quella frase colorata è di tendenza. C’era una volta… e la storia continua… Ed io tornerò di nuovo “a scendere per prendere i giornali”.

Isa Grassano
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