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Donne imprenditrici e scienziate: tra innovazione e costruzione

Mar 26, 2021 ,
Donne Imprenditrici

Giada Palma, classe 1988, ha studiato giurisprudenza e matematica e attualmente vive in Veneto. Donne che innovano segna il suo esordio letterario: un libro che dà voce al coraggio e alla passione per ispirare gli imprenditori di oggi e di domani.

Le vere protagoniste sono 20 donne imprenditrici e scienziate che vivono e lavorano in Israele, Turchia, Svezia, Norvegia, Spagna, Austria, Germania, Lituania, nei Paesi Bassi e in Italia. Nel libro si raccontano, descrivendo il loro business e la vita quotidiana di chi ogni giorno innova.

Giada, perché scrivere di donne che innovano?

Donne che innovano di Giada Palma

La scelta è frutto di una fortunata convergenza. L’idea è nata quest’estate, dopo essermi vista costretta a cancellare una vacanza a causa delle restrizioni per il Covid. Da sempre mi interesso di innovazione e, mentre curiosavo su internet, ho scoperto che la Commissione Europea assegna ogni anno un premio riservato alle donne che innovano. Ricordo che in quel momento ho pensato: “ecco il mio viaggio, racconterò queste storie!” Non sono figure note al grande pubblico e la scelta non è casuale perché cercavo persone con cui fosse più facile identificarsi. “Donne che innovano” racconta le storie di donne che ogni giorno fanno ricerca, fanno impresa, magari fanno anche le mamme, e nel frattempo stanno costruendo un mondo nuovo. Parliamone.

Il tuo concetto di innovazione oggi è in qualche modo cambiato rispetto a quello che avevi prima di raccogliere le diverse testimonianze? E, ancora, verso quale direzione sta andando l’innovazione?

Per certi versi sì. Raccogliere le interviste e descrivere in poche pagine i progetti di queste venti imprenditrici è stata sicuramente una sfida, che mi ha costretta anche a studiare per capire di cosa stavamo parlando. Ho scoperto innovazione in dei settori dove non mi sarei aspettata di trovarla, come quello chimico. Maria Fatima Lucas ha fondato un’azienda, Zymvol, che modellizza enzimi e proteine per dar vita a processi chimici più green. È stata forse una delle interviste più complesse, ma anche una di quelle che mi hanno dato maggiore soddisfazione. Altre volte invece rimango più perplessa. In ambito farmaceutico l’innovazione e la ricerca di nuovi farmaci avvengono ancora a spese di molti animali, spesso topi ma anche primati, che non vedremo mai e che vengono sacrificati in nome della ricerca. Sono tematiche di fronte alle quali è inevitabile fermarsi a riflettere.

Ti fai portavoce di storie e culture differenti, hai trovato comunque un punto in comune?

Ci sono molti caratteri comuni alle intervistate e, nonostante le differenze geografiche e anagrafiche, credo siano più le somiglianze che non le differenze. La ricerca, da cui nasce l’innovazione, richiede grandissimo impegno, serietà, e una buona dose di fiducia, perché non si sa mai se alla fine si arriverà a un prodotto vendibile. Non finisco di stupirmi quando penso che alcune di queste donne lavorano per otto, dieci anni, senza alcun oggetto o riconoscimento tra le mani. Sono solo i finanziamenti a permettere loro di procedere.

Giada Palma

Volendo assecondare il trend propositivo del “costruire” qualcosa, quali punti di forza abbiamo secondo te in Italia rispetto ad altri Paesi e quali, invece, dovremmo importare?

In Italia abbiamo una grande creatività e basi teoriche molto forti. L’Italia è il primo Paese nel mondo per numero di citazioni e produttività della ricerca in termini di pubblicazioni per ricercatore e il quarto produttore in Europa in settori ad alta tecnologia. Il trasferimento tecnologico, tuttavia, si scontra ancora con importanti criticità strutturali e organizzative. In questo sono esempi virtuosi ad esempio la Francia, l’Inghilterra, la Svizzera o gli Stati Uniti.

Infine, ritieni di aver abbattuto alcuni stereotipi di genere o pregiudizi culturali con la stesura di questo libro?

Magari fosse così semplice! “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”, diceva Einstein. Gli stereotipi cambiano in maniera progressiva, quando sostituiamo alle convinzioni esistenti dei nuovi modelli. Dar voce alle donne e ai loro risultati, anche in ambito scientifico e imprenditoriale, va nella direzione di creare nuove figure di riferimento. Io amo la diversità, e mi piace pensare che questo libro, nel suo piccolo, stia contribuendo a valorizzarla.

Francesca Ghezzani
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