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Sostenibilità: fare con responsabilità e dare voce a chi genera cambiamento

Apr 17, 2024
cristina guarda sostenibilità

«Non hai il diritto di lamentarti se non partecipi» questa affermazione è arrivata come un invito a scendere in campo per Cristina Guarda. Di certo il terreno su cui si sono adagiate le parole di un’amica era già fertile. A soli 25 anni l’imprenditrice agricola è stata eletta in Consiglio regionale per Europa Verde. Era il 2015 e lei era la più giovane eletta della sua regione: il Veneto. Classe 1990, Cristina Guarda guida l’azienda della sua famiglia attiva dal 1908, a Lonigo, la sua città in provincia di Vicenza. La passione per la terra nella sua espressione più ampia si sposa presto con la politica intesa come impegno sociale.

Mentre parliamo c’è uno schermo che ci divide, ma la sua emozione la sento tutta: sta per diventare mamma, proprio nel momento in cui inizia un periodo intenso e di grande responsabilità. È lei, infatti, la capolista dell’Alleanza Verdi – Sinistra Italiana nel collegio Nord Orientale alle prossime elezioni europee in programma a giugno.

Non parliamo solo di questo durante la nostra chiacchierata. Riusciamo ad addentrarci nelle sfumature di una vita: la sua.

«Sono scesa in campo per promuovere l’etica imprenditoriale – mi racconta – e per sostenere quell’imprenditoria civile che si studia ma che si applica poco nella realtà. È un’impresa che si basa sulle persone e sulla provenienza della filiera. Le parole della mia amica, quel giorno, mi hanno fatto capire che avere qualcosa da dire è un ottimo motivo per candidarsi e provare a fare oltre a dire. Ed è così che sono scesa in campo concretamente. Ho dovuto studiare molto perché non avevo esperienza in politica e questo, devo dire, mi ha resa orgogliosa di me».

Le imprenditrici agricole in Italia

La storia personale di Cristina Guarda è costellata di azioni concrete a favore del dialogo interculturale e interreligioso dell’ecologia integrale, dell’attivismo per la salvaguardia degli animali e per la pace. Una grande sensibilità verso i problemi della società fa il pari con la consapevolezza della propria responsabilità nel proporre soluzioni. «Le persone non partecipano se non vedono risultati. I problemi esistono, argomentarli è il modo in cui è possibile creare una relazione onesta con la comunità».

La terra come risorsa non è solo una scelta politica, è soprattutto una scelta di vita per la Consigliera che ricopre il ruolo di imprenditrice agricola. Unioncamere ci dice che a dicembre 2023 le imprese agricole femminili erano 196.759 con una variazione in negativo del 3% rispetto al 2022. Tra il 2021 e il 2023 l’Italia ha perso 10.179 imprese agricole guidate da donne. A proposito di età, invece, l’Istat racconta che le giovani agricoltrici under 35 alla guida di 13mila aziende sono per il 25% laureate e rappresentano il motore pulsante del comparto.

Mentre si guardano i numeri viene normale chiedersi se davvero per una donna in agricoltura è tutto così complicato. «Le imprese con responsabilità sociale coinvolgono molte figure femminili o uomini che mostrano un profondo rispetto per le donne e per le loro competenze. Non mi sono mai trovata in difficoltà in questo ambito. Se penso al comparto dell’agricoltura in senso più ampio allora mi accorgo che c’è ancora molto da fare per scardinare abitudini di pensiero che arrivano da un contesto culturale e storico ben radicato».

In questo ambito, come in ogni altro, servono storie che possano raccontare un modo di operare differente. E quella della Consigliera regionale è tra queste. Nel 2023 Cristina Guarda ha ottenuto l’inserimento in bilancio della sperimentazione di un biglietto climatico regionale, sul modello tedesco.  Inoltre, è impegnata per garantire un sistema sanitario pubblico e accessibile caratterizzato dalla prevenzione, soprattutto in materia di inquinanti altamente pericolosi per la saluta umana e per l’ambiente.

Aprono molte riflessioni le sue parole: «faccio quello che posso sapendo che non posso arrivare ovunque. Mi preme dare la parola a ogni persona che ha una storia di cambiamento concreto da raccontare. Le piccole cose restano sempre un buon punto di partenza, di quelli che mi affascinano tanto da essere disposta a togliermi spazio per offrirlo a queste voci che si distinguono. Il percorso può anche essere più lungo ma ha più probabilità di andare in profondità. Coerenza e lentezza devono passare come valori».

Generazione Z: 8 milioni di ragazzi italiani che vogliono continuare a crederci

Lavorare oggi per il domani è il suo credo. E da futura mamma questa scelta appare ancora più forte: «il mio senso genitoriale si esprime nel territorio: voglio donare il meglio per favorire la transizione ecologica e tutelare i cittadini. Il futuro dei nostri figli dipende dalle scelte che facciamo oggi, è innegabile». Parliamo di giovani e di futuro, allora. Di quella Generazione Z a cui l’11 settembre, la crisi economica e le guerre civili hanno insegnato l’instabilità e l’incertezza. La stessa che risponde con un forte desiderio di autorealizzazione consapevoli di doversi dare da fare. Sono i quasi 8 milioni di ragazzi italiani che hanno ridotto la soglia di attenzione a 8 secondi ma che la conservano alta quando si tratta di ambiente e temi sociali come inclusione e sostenibilità.

«Ogni epoca si porta dietro la dicotomia tra i giovani e gli adulti, se ci pensiamo bene. Quello che noto è che la Gen Z pensa più in grande, si interroga di più e scende in campo con più forza e consapevolezza. È una generazione preparata che ha molto da condividere. Chiedo, invece, a noi generazione adulta: cosa stiamo facendo?».

Una domanda che scuote come solo i quesiti che iniziano con il pronome interrogativo “cosa” sanno fare. E allora lasciamola lì a sedimentare, ma solo per poco.

Perché c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

Assunta Corbo
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