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Competenze digitali: l’Italia arranca nella corsa all’innovazione

Giu 10, 2024 , , ,
competenze digitali STEM

Competenze digitali: in Italia mancano professionalità chiave per la trasformazione digital: il 23,2% delle assunzioni richieste dalle aziende. La risposta sta nella formazione continua, ma ancora prima nell’orientamento.

L’Italia rischia di rimanere indietro nella corsa verso la digitalizzazione del capitale umano e di non attraversare al meglio una delle transizioni in atto, quella digital.

I dati sulle competenze digitali in Italia

Un milione e 277mila professionalità altamente innovative sono richieste ogni anno dalle imprese – in base a ciò che viene rivelato dalle indagini Excelsior, del sistema camerale e di Anpal (l’Agenzia nazionale delle Politiche attive sul lavoro), ma solo il 45,6% della forza lavoro possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 53,9%.

Il gap è molto evidente e si riflette in termini di mancata produttività. Tant’è che per compensare la mancanza di competenze interne specializzate nelle funzioni Ict (Information and Communication Technology), il 56,4% delle aziende è costretto ad affidarsi a figure esterne, generando un corto circuito che rischia di indebolire ulteriormente la cultura dell’innovazione nel Paese.

A questo aspetto si aggiunge la carenza di laureati nelle materie STEM (solo 18,3 ogni 1.000 giovani tra i 20 e i 29 anni, e anche in questo caso siamo distanti dalla media UE) e alla formazione tecnica di secondo livello (che si traduce in ITS, Istituti Tecnologici Superiori) che è ancora scelta da una quota molto minoritaria di studenti.

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Dove trovare le risposte per accorciare questi gap?

Sicuramente nella formazione continua, che è ormai una chiave necessaria per colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro, come afferma Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Ma ancora prima, investendo nell’istruzione e nell’orientamento, fornendo agli studenti gli strumenti per costruire un futuro coerente con le loro aspettative e con le esigenze del mercato del lavoro.  

“La scarsa diffusione di competenze STEM, soprattutto tra i giovani, principali fruitori della tecnologia, è paradossale – dichiara Annie Pontrandolfo, presidente di ASNOR, l’Associazione Nazionale Orientatori -.

Ripartire dalla scuola

Bisogna partire dalla scuola e dall’innovazione delle metodologie di insegnamento, affinché ci sia una contaminazione dei diversi approcci, scientifico e umanistico.
E poi puntare sull’orientamento, condotto da  Orientatori professionisti e mentori delle STEM, che possano aiutare gli studenti a sviluppare interesse, competenze e scelte più informate e consapevoli sul proprio futuro e quello del mercato del lavoro”.

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Il gender gap nelle materie STEM

Colmando magari anche quel gender gap che pone l’Italia all’ultimo posto su 81 Paesi per il livello di istruzione delle ragazze nelle materie scientifiche, a causa di retaggi culturali per cui si crede che le donne siano meno portate per le materie scientifiche: uno stereotipo che finisce per condizionare l’apprendimento fin dalla giovane età.

E invece tanti studi dicono che i livelli di intelligenza e le abilità numeriche sono praticamente indistinguibili nell’infanzia tra maschi e femmine. Contemporary Educational Psychology ha ribadito che gli stereotipi di genere sulla matematica e le opinioni che i genitori hanno in proposito finiscono per influenzare negativamente sulle bambine fin dai primi mesi della scuola primaria, condizionandone i risultati.

Iniziative come InspirinGirls, Think About Tomorrow, Coding Girls, insieme al contributo delle tante Role Model e Ambassador che si prodigano per descrivere i vantaggi dell’intraprendere professioni Stem sono ottimi punti di riferimento per invertire il trend e fornire al mercato professioniste estremamente ricercate come ingegneri elettronici, ingegneri dell’informazione, tecnici gestori di reti e sistemi telematici, dirigenti generali dell’industria manifatturiera, tecnici del risparmio energetico e energie rinnovabili, matematici, statistici e analisti dati.

Vito Verrastro
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