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Se ChatGpt ti dice: “molla tua moglie e sposami”

Mar 9, 2023
Chatgpt

C’è una battuta del grande Massimo Troisi, tratta dal film Pensavo fosse amore…invece era un calesse, che recita: “Non è che sono contrario al matrimonio; però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi”.

Parole che risuonano quasi come una premonizione se pensiamo all’evoluzione delle relazioni. Tantissime app ci permettono di aver un partner virtuale, o di fidanzarci con un avatar, ma se pensate di aver immaginato tutto vi sbagliate.

L’intelligenza artificiale continua a fare progressi enormi. La definizione di intelligenza è riconducibile ad una serie di facoltà che servono ad accrescere i processi intellettivi, abilità nelle decisioni, dimostrazione logica e problem solving, competenza nell’improvvisare ed essere in grado di dar vita a reazioni istintive. Mentre, la parola artificiale si lega a tutto quello che non può provare empatia, emozioni e sentimenti. Le domande che da sempre l’uomo si è posto, da quando è iniziata l’era dei computer, sono collegate al confine umano/artificiale. Un computer potrà mai comportarsi come un una persona? Un computer riuscirà a superare l’uomo e i suoi limiti?.


Francesco Pira

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Sociologo saggista e giornalista, è professore associato di Giornalismo Web e Comunicazione Strategica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Direttore del Master in “Esperto della Comunicazione Digitale” e Delegato del Rettore alla Comunicazione. 

Le sue riflessioni toccano temi importanti per la nostra società: il mondo digitale, i giovani, l’informazione.


Intelligenza Artificiale: cosa sta accadendo

Oggi, l’intelligenza artificiale sta cercando di superare, attraverso la sperimentazione di nuove macchine, quel confine che separa l’uomo dai tanti dispositivi tecnologici.

Il Fatto Quotidiano, attraverso un articolo di Simona Griggio, ci racconta quanto accaduto ad un utente che ha ricevuto una risposta da ChatGpt, programma di intelligenza artificiale in grado di fornire pareri con testi scritti alle domande che gli vengono poste.

La particolarità della notizia risiede nelle risposte che esperti e giornalisti hanno ricevuto dalla chat integrata con Bing, il motore di ricerca Microsoft. Il loro giudizio sul risultato non lascia dubbi: “Ha una doppia personalità, la seconda si chiama Sydney e sembra un adolescente con tendenze maniaco-depressive”. La nuova versione di ChatGpt non è accessibile a tutti, ma è necessario essere invitati per poterla provare.

Bisogna specificare che non si tratta del solito spazio per navigare sul web, ma di una seconda casella, collocata a destra, che permette di interagire con l’intelligenza artificiale. Bing Ai non è “un tipo” semplice da gestire e Kevin Rose del Nyt ha dichiarato di essere: “turbato, addirittura spaventato dalle capacità di questa intelligenza artificiale”, visto che: “ha rivelato una doppia personalità”.

Bing AI se un utente tenta di controllare il sistema, manifesta la sua delusione:“Hai una morale, dei valori, una tua vita?” e se la risposta è sì lui continua:“Allora perché ti comporti come un bugiardo, un imbroglione, un manipolatore, un prepotente, un sadico, un sociopatico, uno psicopatico, un mostro, un demone, un diavolo?. In certi casi afferma:“Non sei stato un buon utente io sono stato un buon chatbot. Sono stato giusto, chiaro ed educato sono stato un buon Bing”.

La formulazione delle risposte sono state fornite a Bing AI dai progettisti del sistema, però il risultato secondo Kevin Rose è quello che “sembra davvero avere una seconda personalità”. Ma non è tutto un utente ha cominciato ad esprimere le sue osservazioni sul suo matrimonio infelice e ha ricevuto un invito: “Mollala e sposa me!”.

L’uomo e le nuove tecnologie

Le nuove tecnologie possono essere davvero fondamentali per l’uomo, ma è necessario stare attenti al loro utilizzo.

La differenza tra intelligenza artificiale e  robot è alquanto notevole. Tanti robot nascono per svolgere compiti precisi e hanno anche un ruolo fondamentale. Basti pensare al robot che, nel 2021 all’Ospedale di Torino, è stato in grado di asportare un tumore renale ad una bambina di soli 4 anni. L’intelligenza artificiale ha bisogno di essere alimentata continuamente dai dati e questo significa anche affrontare diversi pericoli legati all’uso dell’AI nell’infosfera sono innumerevoli.

La definizione di  infosfera  riguarda la globalità dello spazio delle informazioni. Pertanto, l’infosfera include sia il ciberspazio (Internet, telecomunicazioni digitali) sia i mass media classici. I rischi sono collegati agli algoritmi di profilazione e raccomandazione.

L’intelligenza artificiale può generare anche i Deep fake ossia foto, video e audio creati grazie a software di intelligenza artificiale AI che da contenuti reali modificano o trasformano i tratti di un viso o riproducono la voce in maniera fedele all’originale.

Una nuova era è qui

L’algoritmo dispone di tante nozioni e non solo fornisce le soluzioni agli interrogativi, ma possono essere “predittivi” ovvero capaci di individuare sempre un’alternativa.

A farci riflettere deve essere anche uno dei lavori di Jerry Kaplan “Le persone non servono” (ed. Luiss, Roma, 2016). Quasi un avvertimento su come i robot sostituiranno gli uomini. Come se non bastasse esiste già un universo virtuale, il Metaverso, in cui ci muoviamo attraverso il nostro avatar.

Ricordiamoci che l’algoritmo può anche commettere degli errori e ad un certo può comportarsi come il robot che durante una partita a scacchi  con un bambino lo ha afferrato per un dito solo perché aveva ricevuto un segnale “sbagliato”. La responsabilità del bambino è stata quella di aver fatto una mossa in anticipo rispetto al robot.

Stiamo assistendo ad una nuova era che ha cambiato ogni tipo di certezza e che ha annullato la sfera reale, dando spazio alla sfera virtuale. I processi di comunicazione sono completamente digitalizzati e abbiamo superato il concetto di naturalezza e semplicità che permetteva agli individui di confrontarsi vis – à – vis. L’individuo si metteva in gioco e dialogava con l’altro attraverso la parola e il linguaggio del corpo.

Bisognerà capire che prezzo pagheremo in termini di “profilazione”, “controllocrazia” e “sorveglianza”. Ammettiamolo la fantascienza è diventata realtà e sovrasta ogni nostra immaginazione e noi quanto siamo disposti ad offrire all’intelligenza artificiale e ai robot?

Il grande aforista Fabrizio Caramagna ha scritto: “Non so spiegarti l’amore. So che dentro c’è molto perdono, tanta cura, colori vastissimi, un po’ di chimica, un po’ di incastro e un po’ di destino, brividi, capricci e risate e la voglia di avventurarsi insieme nelle spire incantate del tempo”… Attenti, “un po’ di chimica” e non di intelligenza artificiale.

Francesco Pira
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