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Quell’utile appello di Papa Francesco alla Pace e alla Pazienza

Mag 9, 2024 ,

È appena trascorsa una Pasqua senza pace a causa di numerosi conflitti nel mondo. Purtroppo, le guerre civili e internazionali sono davvero tante. Alcune guerre sono note e di altre non si parla o non si discute abbastanza.

Trecento milioni: sono le persone che hanno bisogno di aiuti umanitari

Oxfamitalia.org ha pubblicato i numeri del rapporto Global Humanitarian Overview in cui si legge che:

Nel 2024 le persone bisognose di aiuti umanitari sono 300 milioni.
Di queste solo 180,5 milioni saranno raggiunte dal sistema di aiuto internazionale.
È stato calcolato che servano 46,4 miliardi di dollari per organizzare questo aiuto in 72 paesi che vivono una situazione di crisi e ci sono alcuni tristi primati: un terzo di tale cifra (14 miliardi) sarà destinata alle crisi mediorientali e nordafricane.
E c’è già chi avanza ipotesi che tale bisogno aumenterà, a causa degli effetti della crisi a Gaza”.

Papa Francesco, durante la Settimana Santa, ha rivolto un pensiero speciale alla pace e alle categorie più fragili e ha invocato il rispetto per i diritti umani.

Il portale agi.it ha riportato le parole che il Pontefice il giorno di Pasqua, dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro, ha detto ai tanti fedeli presenti:

Oggi volgiamo anzitutto lo sguardo verso la Città Santa di Gerusalemme, testimone del mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù e a tutte le comunità cristiane della Terra Santa.
Il mio pensiero va soprattutto alle vittime dei tanti conflitti che sono in corso nel mondo, a cominciare da quelli in Israele e Palestina, e in Ucraina.
Cristo Risorto apra una via di pace per le martoriate popolazioni di quelle regioni.
Mentre invito al rispetto dei principi del diritto internazionale, auspico uno scambio generale di tutti i prigionieri tra Russia e Ucraina: tutti per tutti!
Faccio nuovamente appello a che sia garantita la possibilità di accesso agli aiuti umanitari a Gaza, esortando nuovamente a un pronto rilascio degli ostaggi rapiti il 7 ottobre scorso e a un immediato cessate il fuoco nella Striscia”.

Francesco Pira

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Sociologo saggista e giornalista, è professore associato di Giornalismo Web e Comunicazione Strategica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Direttore del Master in “Esperto della Comunicazione Digitale” e Delegato del Rettore alla Comunicazione. 

Le sue riflessioni toccano temi importanti per la nostra società: il mondo digitale, i giovani, l’informazione.

Un pensiero ai bambini

Terre martoriate dalle guerre che hanno orribili ripercussioni sui civili e in modo particolare sui bambini. Papa Francesco ha rivolto il suo sguardo anche ai Balcani, all’Armenia e all’Arzerbaijan e ha pregato per chi ha subito e continua a subire violenze.

La guerra sta facendo discutere l’opinione pubblica e il tema della pace è al centro del dibattito degli italiani.

La guerra mette in pericolo il futuro

Il ricercatore Enzo Risso ha scritto un articolo, pubblicato su Il Domani, in cui ha riportato alcuni numeri importanti.

Oggi per i due terzi del paese, la guerra e il suo mortale rombo sono tornati a essere il primo pericolo che incombe sul futuro, ancor di più pericoloso del cambiamento climatico, della crescita del costo della vita, dei flussi migratori, delle tasse, della corruzione ecc.
I nemici sono: la guerra, le armi, le distruzioni.
Le statistiche sono impressionanti.
Quasi 10mila morti in Ucraina, secondo la missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Oltre 200mila persone uccise nel territorio palestinese dall’inizio della guerra con Israele in base ai dati diffusi dalle autorità di Hamas nella Striscia di Gaza.
Oltre 1.300 i morti israeliani nel conflitto per mano di Hamas.
Oltre 4.300 le vittime nella guerra civile in Siria solo nel 2023.
In Africa si contano almeno 28 milioni di sfollati a causa dei diversi conflitti”.

E ancora scrive Enzo Risso: “Per oltre l’80 per cento degli italiani se il 2023 è stato un anno marchiato dal sangue delle guerre, il 2024 sarà ancora peggio.
A esserne convinti sono soprattutto i ceti popolari e i baby boomer (89 per cento).
Cresce nella società il bisogno di invertire la rotta.
Oltre un terzo del paese, il 36 per cento, mette il tema del vivere in una  realtà senza armi e senza guerre al secondo posto nella classifica per la definizione di una buona società”.
Inoltre, per “il 63 per cento delle persone è indispensabile impegnarsi per la pace in tutto il pianeta e tra tutti i paesi.

Le persone chiedono soluzioni

La gente chiede ai governi soluzioni per trovare accordi e fermare lo sviluppo del nucleare.
Un cammino rivoluzionario che porti a riscoprire la bellezza della pace.
Una rivoluzione che dia importanza alla pace in tutte le sue forme e che gli uomini stessi diventino costruttori di pace e solidarietà.

Di recente, sono stato ad una celebrazione eucaristica ed ho apprezzato molto le parole di un sacerdote.

Questo bravo sacerdote ha cercato di spiegare, con semplicità e umiltà, quella che dovrebbe essere la pace nel segno dell’invito di Papa Francesco: “Ognuno dovrebbe trovare prima la pace con sé stesso e poi dovrebbe essere paziente”.
Ha pronunciato questa frase che mi ha colpito molto.
È vero, non riusciamo ad interpretare correttamente il concetto di pace, se prima non siamo in pace con noi stessi e con gli altri.

Mi sono interrogato e mi sono chiesto: “Quando sono gli altri a volere la guerra con te, come fai a trovare la pace? Come fai ad imporre la tua pace?

Papa Francesco: “Siamo tutti impazienti”

La risposta me l’ha data Papa Francesco perché, durante l’Udienza Generale del 27 marzo 2024, ha affermato:
Dobbiamo essere onesti: siamo spesso carenti di pazienza. Nel quotidiano siamo impazienti, tutti.
Ne abbiamo bisogno come della “vitamina essenziale” per andare avanti, ma ci viene istintivo spazientirci e rispondere al male col male: è difficile stare calmi, controllare l’istinto, trattenere brutte risposte, disinnescare litigi e conflitti in famiglia, al lavoro o nella comunità cristiana.
Subito viene la risposta, non siamo capaci di essere pazienti.
Ricordiamo però che la pazienza non è solo una necessità, è una chiamata”.

Il nostro compito dovrebbe essere quello di proteggere la pace, di puntare al bene comune e al valore di ogni persona.
Il discorso del Papa è importante ed è necessario riflettere sul nostro futuro.
Il nostro domani deve essere fondato, tracciando diverse vie quelle della pace, della fratellanza, dell’umiltà, dell’amicizia e in particolar modo dell’amore fra gli uomini.

Ho partecipato a tanti incontri nelle scuole e ho avuto modo di leggere negli occhi dei ragazzi le loro paure e anche il loro desiderio di pace.
I giovani si rendono conto che quello che sta accadendo è inaccettabile e sanno di essere fortunati, perché tanti loro coetanei sono diventati solo numeri per stabilire le statistiche dei morti. 

Dovremmo lanciare tutti, ogni giorno, un appello alla pazienza, per cercare di cambiare questo mondo che appare sempre più cattivo e senza pace, lo dobbiamo soprattutto alle nuove generazioni.

Francesco Pira
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