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2023: un bilancio onesto per guardare avanti

Gen 12, 2024
Bilancio onesto 2023

È stato complesso. È stato sfidante. Il 2023 che si è concluso da qualche giorno ci ha lasciati l’amaro in bocca più volte. Le storie di cronaca, le minacce ambientali, i conflitti in più parti del mondo. Lo scorso anno ha inanellato una serie di eventi che hanno scosso le fondamenta dell’umanità. È allarmante il ritmo con cui le persone hanno perso la vita in ogni parte del mondo per conflitti o per violenza.

Siamo nel mezzo dell’oscurità che arriva dopo una pandemia che ha scosso l’intera popolazione mondiale e di cui, peraltro, si vedono ancora gli effetti a livello psicologico sulle persone. Vorrei però, provando a tirare le somme, portare l’attenzione su un altro pezzo del puzzle.  Per avere la visione completa della storia del nostro 2023.

Come possiamo pensare di definire lo scorso anno il migliore nella storia dell’umanità?

Bilancio 2023: parlano i dati che trovano poco spazio sui media

La risposta a questa domanda la troviamo in una serie di fatti che hanno trovato meno spazio – a volte pari a zero – nei mass media. Nell’anno che si è concluso il 31 dicembre scorso abbiamo assistito a una significativa riduzione della mortalità infantile su scala globale. È stato, infatti, raggiunto il minimo storico del 3,6% di neonati deceduti entro i primi cinque anni di vita.  Sebbene ciò rappresenti uno dei problemi più importanti del nostro tempo e significhi ancora la perdita di circa 4,9 milioni di vite, questo dato si è ridotto di un milione rispetto al 2016.

Se diamo uno sguardo al tema della povertà estrema che interessa la popolazione mondiale, anche in questo caso lo scorso anno è stato raggiunto il minimo storico. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite ne è stato interessato poco più dell’8% della popolazione mondiale. I dati raccontano che ogni giorno emergono dalla morsa della povertà circa 100mila persone. Una conseguenza, questa, del migliore accesso all’acqua pulita, della maggiore capacità nutrizionale e di educazione e della più ampia disponibilità di medicine.

Restiamo sul tema salute dove abbiamo altri dati significativi. Due malattie spaventose come la polio e l’infezione derivata dal verme di Guinea sono vicine all’eliminazione. Nel 2023 sono stati segnalati 12 casi di polio in tutto il mondo e il 2024 si prepara a essere l’ultimo anno in cui la polio viene trasmessa. Nei primi nove mesi del 2023 sono stati 11, invece, i casi di infezione  dovuta al verme di Guinea.


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Queste sono vittorie tangibili, risultati del nostro impegno collettivo per un mondo più sano e giusto. Gioire di questi progressi è importante pur senza dimenticare le tragedie che hanno comunque segnato il 2023. Le perdite umane in conflitti, le sofferenze causate dalle malattie e le catastrofi climatiche restano ancora fresche nelle nostre menti. Ed è bene che vi rimangano alimentando quel livello di rabbia che può essere trasformata in azione costruttiva.

Non è un tentativo di distrazione, il mio. È, piuttosto, un modo per ricordare cosa può accadere quando ci impegniamo per fare, costruire e aiutare. Probabilmente non stiamo facendo ancora del nostro meglio, e questo ce lo raccontano i fatti, ma di sicuro qualche segnale c’è.  

Una cosa ho imparato come giornalista: quando la copertura mediatica è eccessivamente negativa le persone si stancano e si arrendono. Ed è questo che mi ha portata a esplorare il solutions journalism e il giornalismo costruttivo. Abbiamo bisogno di intensificare i nostri sforzi partendo dalla consapevolezza che risolvere sia possibile.

Ognuno di noi è un agente del cambiamento e in quanto tale ha la sua responsabilità. Il nostro magazine, non profit e indipendente, è impegnato in modo costante e continuativo dal 2021 per raccontare storie di soluzione e possibilità senza perdere di vista il contesto in cui queste si muovono. Nel 2024 lo faremo ancora di più grazie ai membri del Constructive Network : giornalisti e giornaliste di tutta Italia che hanno scelto di guardare oltre la narrazione di massa a cui siamo abituati e di tornare al senso più profondo del giornalismo. Il suo essere al servizio delle persone, della comunità.

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Assunta Corbo
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